Torino era il motore dell’Italia ora la sua economia non gira più
◆ Ho trovato l’articolo sul capoluogo piemontese (Internazionale 1386) più interessante per la serie di stereotipi proposti che per le informazioni riportate, abbastanza vaghe e generiche. Ne cito alcuni: “Per i giovani, al di fuori di una famiglia spesso opprimente, la società ha praticamente cessato di esistere” e “Se in Italia non hai soldi nemmeno per comprarti il caffè vuol dire che economicamente stai vivendo una situazione molto difficile”. È molto divertente leggere la visione che Andres Wysling (Svizzera) ha dell’Italia. Vi riporto un “simpatico” episodio che ho vissuto in Svizzera dieci anni fa. Ho una sorella che vive nel canton Ticino e durante una visita ci siamo fermati a fare una passeggiata a Bellinzona insieme alla sua famiglia. Appena parcheggiata l’auto si avvicina un uomo sui quarant’anni che molto cordialmente mi chiede se so “forzare la serratura di una macchina”. Gli chiedo stupito, e abbastanza inquietato, per quale motivo e mi risponde candidamente: “Perché ho scordato le chiavi dentro, ho visto dalla targa che siete italiani e magari riuscite ad aiutarmi ad aprire la macchina”. Io rimango bloccato senza neanche riuscire a rispondergli. Il marito di mia sorella (svizzero di origini turche) interviene e gli consiglia molto garbatamente di chiamare i pompieri, spiegandogli in che maniera riescono ad aprire le portiere delle auto in questi casi. Ancora oggi ripenso a questo episodio e dopo aver letto l’articolo in questione credo che se rincontrassi l’uomo del parcheggio gli offrirei un buon caffè, rigorosamente espresso.
Enrico Giorgi
La diga sul fiume del tempo
◆ Mi ha molto impressionato la storia della diga di Kariba. Un ennesimo delle cause di povertà in Africa, e di come, tra colonialismo e neocolonialismo, l’assistenzialismo dei paesi ricchi sia solo un vergognoso lavaggio di coscienza che non impedisce di continuare a spremere come un limone il continente.
Laura Vincenzi
Il virus colpisce più duramente l’economia del sud
◆ Mi è sembrato che nell’articolo sugli effetti della pandemia nell’Italia meridionale (Internazionale 1385) venga proposta una visione poco realista del reddito di cittadinanza, in particolare quando si fa riferimento al fatto che i
lavoratori in nero non ne hanno diritto. In molti casi non è affatto così e una cosa non esclude necessariamente l’altra.
Ilenja Rainer
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Questo articolo è uscito sul numero 1387 di Internazionale, a pagina 16. Compra questo numero | Abbonati