“Tutto è cominciato quando ho visitato il Museo della medicina maya a San Cristóbal de las Casas, la città in cui sono nato, in Chiapas”, racconta il fotografo messicano Diego Moreno a proposito del suo nuovo lavoro intitolato Spectrum. Nel museo sono custoditi piante e oggetti usati nei rituali e nelle pratiche curative eseguite dalle donne degli antichi popoli tzotzil e tzeltal. Dopo quella visita, Moreno ha deciso di continuare a esplorare i miti e le leggende degli antenati della sua regione: “Ci sono molte storie sulle donne che usavano piante e frutti selvatici per curare le persone. A volte erano delle ostetriche, altre delle veggenti. Spesso per le loro conoscenze mistiche erano considerate delle streghe, quindi malvagie”. Con questo lavoro Moreno ha cercato di ribaltare questa credenza: “Volevo raccontare in maniera diversa la storia delle donne perseguitate ingiustamente”.
Nelle immagini ci sono oggetti citati in antiche ricette mediche e di cucina, e foto d’archivio trovate nei mercatini delle pulci su cui Moreno ha disegnato con inchiostro di china e matita simboli e figure legati alla cultura maya, ispirandosi anche alle illustrazioni dei vecchi manuali di botanica. Poi ha ritratto le donne della sua famiglia circondate da piante, animali ed elementi ripresi dalle leggende popolari. “Le donne con cui ho vissuto hanno cambiato il mio modo di comprendere il mondo. Con questo processo fotografico ho provato a valorizzare il loro ruolo come portatrici di vita, forza e saggezza, esplorando i loro poteri nel passato e nel presente, presunti e reali”. ◆
Diego Moreno è un fotografo messicano nato nel 1992. Le foto di questo articolo sono state realizzate tra il 2019 e il 2020.
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Questo articolo è uscito sul numero 1387 di Internazionale, a pagina 74. Compra questo numero | Abbonati