Yangon, 28 dicembre 2025 (Reuters/Contrasto)

Il 25 gennaio si è conclusa la fase finale delle elezioni in Birmania, che si sono tenute solo nelle zone sotto il controllo della giunta militare (il 25 per cento del territorio), senza la partecipazione dell’opposizione e tra pesanti combattimenti e attacchi aerei. Il generale Min Aung Hlaing, incriminato dalla Corte penale internazionale per genocidio, è pronto a lasciare l’uniforme per diventare presidente quando il nuovo parlamento si riunirà, probabilmente a marzo, scrive Asia Sentinel. Solo Cina, Russia e Bielorussia hanno inviato osservatori e l’India ha appoggiato il voto. Con un nuovo governo civile birmano, la Cina potrà riprendere i progetti della Belt and road initiative. Per l’India riconoscere il voto serve anzitutto continuare a collaborare contro i gruppi separatisti che usano la Birmania come rifugio. Un governo funzionante garantisce poi la continuazione di importanti progetti infrastrutturali, ma mantenere forti legami con i militari serve a New Delhi soprattutto a evitare che la Birmania diventi troppo dipendente dalla Cina.

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati