Negli ultimi dieci giorni la Russia ha colpito le città e le infrastrutture energetiche ucraine con migliaia di droni, bombe e missili. Gli attacchi hanno causato almeno dieci morti e decine di feriti e hanno lasciato 1,2 milioni di case senza luce e riscaldamento, con le temperature ben al di sotto lo zero. “La rete elettrica ucraina è stata gravemente danneggiata dagli ultimi attacchi russi, soprattutto a Kiev”, scrive il sito russo indipendente Echo. “Non tutti si rendono conto della portata di questo disastro. Ho la sensazione che il mondo – in cui l’anormale è diventato consuetudine – sia diventato cieco di fronte a questa tragedia”. Sotto il profilo diplomatico, il 25 gennaio il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha dichiarato che “il documento che delinea le garanzie di sicurezza statunitensi per Kiev è praticamente pronto”. Una volta firmato, dovrà essere ratificato dal congresso statunitense e dal parlamento ucraino. In cambio Washington pretende che Kiev accetti la cessione del Donbass alla Russia. Zelenskyj ha inoltre ricordato che il paese sarà pronto per entrare nell’Unione europea nel 2027. Tra il 23 e il 24 gennaio ad Abu Dhabi si sono svolti anche i primi negoziati trilaterali (Ucraina, Russia e Stati Uniti) dall’inizio del conflitto. “I colloqui sono stati definiti ‘costruttivi’, ma non hanno prodotto una vera svolta”, scrive il Kyiv Independent.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati