Durante una manifestazione contro il regime iraniano a Madrid, 24 gennaio 2026. (David Canales, NurPhoto/Getty)

Anche se resta in vigore il blocco di internet imposto dal regime iraniano, le informazioni e le testimonianze trapelate denunciano un quadro agghiacciante della violenza scatenata per reprimere le proteste della popolazione. Alcune stime portano il numero dei morti a trentamila. Secondo diversi resoconti le autorità fanno scomparire i corpi dagli obitori, li bruciano o li riconsegnano alle famiglie solo dietro pagamento. Altri descrivono attacchi contro medici e infermieri, precisando che i feriti non vanno in ospedale per paura di essere identificati e arrestati. “Le dimensioni di questo crimine orribile non sono ancora del tutto chiare, e questa ignoranza imposta è essa stessa parte della tragedia”, si rammarica Radio Zamaneh, una piattaforma in lingua persiana.

Il 27 gennaio gli Stati Uniti hanno inviato una flotta militare al largo dell’Iran, minacciando di attaccare. Teheran ha detto di essere pronta al dialogo, ma anche a difendersi.

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati