◆ Gli ultimi mesi sono stati particolarmente movimentati per l’atmosfera dell’emisfero settentrionale. A partire dalla fine di novembre un episodio di riscaldamento stratosferico improvviso (Ssw) insolitamente precoce ha contribuito a indebolire e distorcere il vortice polare, rendendo più instabile la corrente a getto che circonda l’Artico.
Questo ha permesso a grandi masse di aria gelida provenienti dalle regioni polari di spingersi fino alle medie latitudini, provocando ondate di freddo in Nordamerica, in Europa e in Asia e creando le condizioni per le intense tempeste invernali osservate a gennaio.
La penisola della Kamčatka, nell’estremo oriente della Russia, è stata una delle regioni più colpite dalle perturbazioni. A dicembre sono caduti 3,7 metri di neve e a gennaio più di due: secondo il centro di idrometeorologia della Kamčatka, complessivamente è stato uno dei periodi più nevosi dal 1970.
Le tempeste hanno completamente bloccato il capoluogo della regione, Petropavlovsk-Kamčatskij, dove le nevicate hanno sepolto le auto e bloccato l’accesso agli edifici e alle infrastrutture.
Questa immagine, realizzata dallo spettroradiometro Modis del satellite Aqua, mostra la neve fresca che ricopre il territorio montuoso e i picchi vulcanici della penisola, una delle aree geologicamente più attive del pianeta.
Petropavlovsk-Kamčatskij, abitata da più di 160mila persone, si affaccia sulla baia dell’Avača, una profonda insenatura formata dalla combinazione dell’attività tettonica, vulcanica e glaciale.–Nasa
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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati