Tokyo, 25 gennaio 2026 (Issei Kato, Reuters/Contrasto)

Gli ultimi due panda giganti rimasti in Giappone sono partiti per la Cina dallo zoo di Ueno, a Tokyo, il 27 gennaio, e per la prima volta in quasi mezzo secolo l’arcipelago rimane senza esemplari dell’orso simbolo dell’amicizia tra Tokyo e Pechino, scrive Nikkei Asia. Da decenni la Cina usa i panda come strumenti di diplomazia e, date le recenti tensioni tra i due paesi, è improbabile che darà in prestito al Giappone altri esemplari a breve. La dichiarazione della prima ministra giapponese Sanae Takaichi a gennaio sulla possibilità di un intervento militare in difesa di Taiwan ha provocato la rappresaglia di Pechino, che ha limitato le esportazioni verso il Giappone di beni a doppio uso, militare e civile. Il timore che il blocco possa riguardare anche i minerali critici usati nell’industria tecnologica militare sta facendo alzare il prezzo di risorse come il gallio e il tungsteno, e delle terre rare, sulla cui produzione la Cina ha di fatto un monopolio. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati