Il violinista canadese Ashley MacIsaac stava per tenere un concerto a Sipekne’katik in Nuova Scozia quando gli organizzatori hanno cancellato l’esibizione dicendo che il musicista era stato condannato per diversi reati sessuali. In realtà non è vero: il dato era stato preso dall’intelligenza artificiale di Google, che aveva scambiato l’artista per un suo omonimo. “Se mi succedeva in un altro posto potevo finire in carcere”, ha detto MacIsaac, aggiungendo che “dobbiamo trovare un modo per mettere in chiaro le responsabilità di chi gestisce l’intelligenza artificiale”. Google si è limitata a commentare: “Quando sorgono problemi, per esempio se le nostre funzionalità interpretano in modo errato i contenuti web o non colgono parte del contesto, usiamo questi esempi per migliorare i nostri sistemi”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati