Alternando una satira feroce della cultura degli influencer e una tenera sitcom sull’amicizia, la serie di Rachel Sennott segue un’aspirante pr che deve trovare un equilibrio in un settore senz’anima. Dopo il successo di Shiva baby e lo status di culto raggiunto da Bottoms, I love LA si può inquadrare come un ulteriore passo compiuto da Sennott per diventare quella che Hannah Horvath ha definito “la voce di una generazione”. È facile paragonare questa commedia sulla generazione Z a Girls, punto di riferimento per i primi millennial, ma c’è anche dell’altro. Un’apprezzabile stagione d’esordio. IndieWire

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1652 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati