Il 9 febbraio l’esercito statunitense ha trasferito dalla Siria in Iraq 4.583 prigionieri del gruppo Stato islamico (Is) sui settemila previsti. L’ha annunciato ai mezzi d’informazione il generale Saad Maan, che si occupa dell’informazione sulla sicurezza per il governo di Baghdad. I trasferimenti sono stati decisi per evitare il rischio di evasione dopo il ritiro dal nord della Siria delle forze curde che controllavano le prigioni dov’erano rinchiusi gli ex miliziani jihadisti, nell’ambito di un accordo con le autorità di Damasco. L’agenzia irachena Shafaq News ** conferma che tra i detenuti ci sono siriani, iracheni, europei e persone di altre nazionalità. La magistratura irachena ha annunciato l’apertura di procedimenti giudiziari nei loro confronti, annuncia il giornale siriano **Enab Baladi. In passato i tribunali del paese hanno condannato a morte e all’ergastolo alcuni affiliati dell’Is, compresi combattenti stranieri, sollevando le critiche delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani.
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Questo articolo è uscito sul numero 1652 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati