Nel suo nuovo lavoro Tommaso Bonaventura trasforma spazi quotidiani in un archivio visivo delle violenze commesse dalla polizia in Francia
La sera del 24 aprile 2022 i fratelli Fadjigui e Boubacar Kamara, di 25 e 31 anni, sono stati uccisi da diversi colpi sparati alla schiena con un fucile mitragliatore da un poliziotto di 24 anni vicino al Pont Neuf. La polizia ha invocato la legittima difesa. Giornali e tv hanno sottolineato i precedenti per droga dei due fratelli. Quella sera i due giovani erano andati in centro a Parigi per vendere un grammo di cocaina a 70 euro, che avrebbero poi diviso tra loro.
Nel suo nuovo lavoro Tommaso Bonaventura trasforma spazi quotidiani in un archivio visivo delle violenze commesse dalla polizia in Francia
Secondo un’indagine europea basata su dati ufficiali, tra il 2020 e il 2022 in Francia sono state registrate 107 morti avvenute in custodia o nel corso di operazioni di polizia. Si tratta del numero più elevato tra i paesi europei che rendono disponibili statistiche comparabili. Il Défenseur des droits, l’autorità francese indipendente incaricata della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, ha rilevato che i giovani uomini neri o di origine nordafricana hanno una probabilità fino a 20 volte superiore di essere sottoposti a controlli d’identità rispetto al resto della popolazione. “La violenza istituzionale contro le minoranze è una caratteristica strutturale della società francese fin dall’epoca coloniale, ma non è mai stata affrontata in modo sistematico”, osserva Tommaso Bonaventura, autore della serie Rien ne s’est passé (Non è successo niente). Attraverso una ricerca fotografica cominciata nel 2022 e ancora in corso, Bonaventura sta documentando i luoghi della regione dell’Île-de-France in cui sono morte delle persone durante un’operazione di polizia.
Le immagini ritraggono strade, piazze, ponti e viadotti dall’aspetto ordinato e apparentemente privo di segni di conflitto: “La violenza non ha lasciato tracce visibili: si è trasformata in invisibilità”, afferma l’autore. Il progetto confluirà in un archivio di 365 fotografie, una per ogni giorno dell’anno, accompagnate da lunghe didascalie che ricostruiscono gli eventi accaduti in ciascun luogo e la storia delle persone uccise dalle forze dell’ordine negli ultimi trent’anni. “È attraverso la ripetizione che emerge la banalità della violenza: scene silenziose in cui, in apparenza, non è successo nulla”, conclude Bonaventura.◆
La mattina del 23 luglio 2023, un ragazzo, probabilmente un minore non accompagnato, è morto carbonizzato sui binari della metropolitana tra le fermate Pasteur e Sèvres-Lecourbe, a Parigi. La notte precedente la polizia era intervenuta dopo che due giovani avevano tentato di forzare le lamiere di un cantiere per salire sul tetto di un locale dismesso sotto la stazione. Secondo il sindaco del quindicesimo arrondissement Philippe Goujon l’area è nota per essere frequentata da minori nelle ore serali. Quando gli agenti hanno chiesto ai ragazzi di scendere, i due sono fuggiti, scalando diverse barriere fino a trovarsi sulla metropolitana aerea. L’inchiesta dovrà determinare se la vittima è uno dei due giovani che erano fuggiti quella notte e confermare la sua età.
Il 4 giugno 2022, nel quartiere popolare di Barbès a Parigi, un automobilista si è rifiutato due volte di fermarsi quando alcuni poliziotti in bicicletta cercavano di controllargli i documenti. Alla fine gli agenti hanno aperto il fuoco: la passeggera dell’auto è stata colpita mortalmente alla testa. Si chiamava Rayana, aveva 21 anni e aveva conosciuto il ragazzo che guidava solo poche ore prima, durante la serata. È stata aperta un’indagine giudiziaria per violenza volontaria da parte di pubblico ufficiale che ha causato la morte senza intenzione di uccidere. I poliziotti sono stati rilasciati dalla custodia cautelare tre giorni dopo i fatti. Non sono stati sottoposti ad alcun controllo giudiziario né sono stati incriminati. Hanno spiegato di aver agito nel rispetto della legge nei confronti di un uomo che li stava prendendo di mira con la sua auto e che quindi era pericoloso per loro e per i passanti.
Il 12 agosto 2020, un senzatetto è morto dopo essere stato ferito da colpi d’arma da fuoco durante un intervento della polizia nei pressi del parco di Choisy, a Parigi. Il giorno prima alcuni agenti erano intervenuti perché l’uomo si aggirava nudo per le strade e si era poi rifugiato in un locale dell’Edf, l’azienda francese di energia elettrica. Quando i poliziotti si sono avvicinati per farlo uscire, l’uomo li ha aggrediti con una barra di ferro, ferendoli in maniera grave.
Il 3 gennaio 2020, durante un controllo stradale a Parigi, Cédric Chouviat è stato immobilizzato a terra dalla polizia con una tecnica di soffocamento, subendo la frattura della laringe. L’uomo è morto due giorni dopo in ospedale. Tre agenti sono stati formalmente incriminati per omicidio colposo, mentre una quarta poliziotta figura come testimone assistita, una condizione intermedia tra il testimone e l’imputato.
Un uomo armato di coltello è stato ucciso dalla polizia il 30 giugno 2021 vicino alla stazione di Ermont-Eaubonne, nel dipartimento della Val-d’Oise. Secondo fonti della polizia l’uomo, di 36 anni e di nazionalità haitiana, avrebbe prima brandito l’arma verso i passeggeri sulla banchina, poi sarebbe fuggito all’esterno della stazione, seguito dagli agenti. Durante la fuga, avrebbe minacciato un gruppo di bambini e i loro accompagnatori che stavano attraversando la strada. Nessuno, secondo le autorità, è rimasto ferito.
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