Dal 1 al 4 marzo a Milano si svolgerà la decima edizione del PhotoVogue festival. In programma mostre, dibattiti e proiezioni ospitati negli spazi della Biblioteca nazionale Braidense. Il tema scelto per il 2026 è Women by women per riflettere sui tanti modi in cui le donne si rappresentano e si immaginano. L’obiettivo è anche interrogarsi sulla questione della visibilità e dell’autorialità nella società contemporanea. “In un momento in cui i diritti e le identità delle donne sono sempre più spesso oggetto di contestazione, quest’edizione del festival vuole affermare la visione delle donne come una forza distinta, plurale, dinamica e libera di costruire la propria narrazione”, afferma Alessia Glaviano, responsabile del Global PhotoVogue e del festival.

Il percorso espositivo intreccia fotografia, moda e video. Restituisce così punti di vista diversi sulle trasformazioni del ruolo delle donne in vari contesti sociali e geografici, che vanno dalla Francia all’India, dal Libano agli Stati Uniti. Accanto alla sezione principale delle mostre, il festival propone una parte dedicata al panorama culturale contemporaneo asiatico e un focus sull’Ucraina intitolato Futurespective, per raccontare la vita quotidiana in tempo di guerra, cercando di guardare anche verso il futuro. ◆

Dalla serie Escaramuza sullo sport messicano che prevede coreografie a cavallo (Luisa Dörr)
Dalla serie Between blood and glitter che ritrae lottatrici di wrestling in Messico (Jana Margarete Schule)
Dalla serie Women and the masters dedicata alle donne escluse dal mondo dell’arte (Maya Inès Touam)
Dalla serie Moons in cui l’artista francese Priscillia Saada sfida gli stereotipi tradizionali legati alla maternità. (Priscillia Saada)
Dalla serie Pearls che riflette sugli stereotipi di genere, razziali e coloniali nel mondo del surf attraverso il ritratto di donne cinesi e filippine in abiti tradizionali. (Archie Geotine)
Dalla serie Into the light in cui l’artista vietnamita Minh Nhon ritrae persone albine che vivono nel suo paese, dove spesso sono discriminate. (Minh Nhon)
L’immagine This too shall pass, che fa parte della sezione dedicata all’Ucraina. (Kristina Podobed)
Senza titolo, Kiev, Ucraina, 2013. (Sasha Kurmaz)
Dalla serie Patterns of home realizzata nel campo profughi di Bidibidi, in Uganda (Nora Lorek)
Dalla serie The girls who can’t walk to school dedicata alle storie di ragazze e ragazzi che affrontano percorsi pericolosi per raggiungere la scuola. (Laura Pannack)
Dalla serie Plaukai sul concorso lituano per i capelli più lunghi del mondo. (Francesca Allen)

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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 58. Compra questo numero | Abbonati