Le incisioni sui manufatti in avorio e osso trovati in alcune caverne nel sud della Germania potrebbero costituire l’esempio di protoscrittura più antico di cui si abbia notizia. Questi segni geometrici ricorrenti, risalenti a un periodo compreso tra 43mila e 34mila anni fa e noti dalla seconda metà dell’ottocento, sono stati di volta in volta interpretati come calendari, numeri o semplici sistemi di annotazione. Ma uno studio pubblicato su Pnas ha usato per la prima volta un modello computerizzato per analizzare le sequenze, scoprendo che la loro complessità è paragonabile a quella delle tavolette protocuneiformi mesopotamiche. I primi cacciatori-raccoglitori che colonizzarono l’Europa nel paleolitico avevano quindi capacità cognitive simili a quelle dei popoli che svilupparono le prime forme di scrittura decine di migliaia di anni dopo, suggeriscono i ricercatori.
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Questo articolo è uscito sul numero 1654 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati