Caro Daddy, sono uno zio gay molto presente: ogni tanto vado a prendere i miei nipoti a scuola, li porto al cinema, parliamo di tante cose. Mia sorella e suo marito però preferiscono che “certe cose” non le affronti io. Come si fa a essere un buono zio senza diventare un argomento scomodo? –Andrea
Prima di tutto vorrei dire che per i genitori dei tuoi nipoti la tua presenza mi sembra una gran comodità: ad avercene di zii come te che danno una mano a gestire e intrattenere i bambini! E poi, cosa più importante, ci tengo a dirti che nessuno dovrebbe spingerti a definire un tuo modo di essere “certe cose”. Certe cose quali, esattamente? Il fatto che anche tu t’innamori, che provi attrazione per qualcuno, che vuoi costruire un progetto di coppia, che vuoi restare un single incallito? Se tu fossi etero nessuno ti chiederebbe di nascondere a dei bambini la tua vita sentimentale e quindi è importante essere coscienti che nessuno può farlo neanche se sei gay. Quindi, se i genitori ci tengono a essere loro a parlare con i figli di omosessualità, ben venga, ma che lo facciano allora e ti tirino fuori al più presto da questa impasse. Altrimenti spiega a tua sorella che non c’è neanche bisogno di grandi annunci: devi solo essere libero di raccontare se ti piace un ragazzo, se stai vedendo qualcuno, se sei preoccupato perché in Italia non hai gli stessi diritti degli altri o se hai una passione irrefrenabile per Lady Gaga. Di parlare della tua vita, insomma. Tanto con i bambini non c’è bisogno di usare etichette, gli basta che tu sia te stesso senza nessuna forma di censura.
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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati




