Sono un nonno diventato molto sordo e ho un nipote quattordicenne, che ora ha il suo smartphone. Scambio tanti messaggi con lui (sport, cultura, scuola) e mi sto accorgendo che è diventato il mio miglior amico. Mi chiedo se sia giusto esserlo o se devo restare nell’ambito di un normale rapporto tra nonno e nipote. –Pier Giorgio

Ci sono nonni che vedono molto poco i nipoti, magari perché abitano in un’altra città o semplicemente perché non sono interessati. Nonni che invece abitano a casa con loro e quelli che li vedono solo a pranzo la domenica. Nonni che fanno da genitori e quelli che invece servono solo a viziare in modo spudorato le nipotine. Ci sono anche quelli che fungono da babysitter: vanno a prendere i bambini a scuola, gli preparano il pranzo, li accompagnano alle attività. Il ruolo di nonno e nonna non è affatto standardizzato e quindi mi sono chiesto cosa intendi con “un normale rapporto” con tuo nipote. Ho letto la tua lettera a una mia collega qui in redazione e lei ha detto: “Ma che problemi si fa? È tutto bellissimo così!”. Tu e tuo nipote avete costruito un rapporto che va bene a entrambi e il suo telefono, che per i ragazzi della sua età è spesso una maledizione, in questo caso vi ha offerto un’opportunità preziosa. Goditi senza remore la vostra vicinanza, senza bisogno di etichettarla in qualche categoria preconfezionata come “migliore amico”: vi tenete compagnia a vicenda e per lui tu sei anche una guida che può aiutarlo a crescere meglio. È tutto bellissimo così.

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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati