Cultura Libri
Colpevolezza
415 pagine, 21 euro

Cosa succede quando deleghiamo le decisioni quotidiane all’intelligenza artificiale? E chi è responsabile quando qualcosa va storto? Sono queste le domande che cominciano a preoccupare, per poi ossessionare, i Cassidy-Shaw, la famiglia privilegiata al centro del romanzo. Ambientata in un futuro prossimo, la storia si apre con loro in viaggio verso un torneo di lacrosse sulla Eastern Shore del Delaware, negli Stati Uniti. Il diciassettenne Charlie manda messaggi seduto al volante del minivan Sens­Trek a guida autonoma; il padre e narratore del libro, Noah, usa il portatile sul sedile del passeggero; la madre, Lorelei, è assorbita dal lavoro e le figlie più piccole, Alice e Izzy, scrivono messaggi e litigano sul sedile posteriore. È una scena d’intimità tipicamente contemporanea: fisicamente vicini, ma ciascuno chiuso nel proprio bozzolo digitale si affidano all’algoritmo del veicolo mentre loro si occupano di tutto tranne che del viaggio stesso. Quando il van si scontra con un’altra auto, uccidendo una coppia di anziani, la questione della colpevolezza diventa al tempo stesso giuridicamente urgente e filosoficamente complessa. È colpa di Charlie che afferra il volante e prende il controllo all’ultimo istante? È colpa dell’algoritmo? O forse è colpa del resto della famiglia, le cui distrazioni apparentemente innocue, come Holsinger rivela nel corso del romanzo, formano una catena causale che conduce alla morte di due persone?
Christopher Webb, Times Literary Supplement

Le parti rosse
199 pagine, 18,00 euro

Maggie Nelson è oggi nota per il suo rivoluzionario memoir Gli argonauti (il Saggiatore 2016). Nel 2004, più di dieci anni prima, sua madre aveva inaspettatamente ricevuto una telefonata da un detective che la informava che un sospettato sarebbe stato processato per il brutale omicidio a sfondo sessuale di sua sorella Jane, avvenuto nel 1969. Il detective lavorava su quel caso irrisolto da cinque anni. Per coincidenza, Nelson stava facendo ricerche sulla breve vita e sulla terribile morte della zia per un libro di poesia. Studente di giurisprudenza all’università del Michigan, Jane aveva 23 anni quando fu uccisa: era stata la terza di una serie di sei, forse sette omicidi analoghi. Sebbene Nelson non abbia mai conosciuto la zia, con il libro-collage di poesia, pagine di diario e descrizioni di sogni Jane: a murder ha cercato di farla parlare con la sua voce. Quel lavoro era un tentativo di comprendere l’ombra che da quel giorno del 1969 gravava sulla loro famiglia. Pubblicato per la prima volta nel 2007, Le parti rosse – autobiografia di un processo, è un memoir sul processo e torna sui sentimenti dell’autrice riguardo all’omicidio della zia. Potente e di una sincerità bruciante, Parti rosse è un resoconto profondamente personale del lutto di un’intera famiglia, una ferita mai rimarginata che viene riaperta dopo 35 anni. Ma soprattutto Maggie Nelson rivela una società ossessionata dall’omicidio ma incapace di affrontarne sia le cause scatenanti, sia gli effetti più strazianti.
PD Smith, The Guardian

Lord Jim a casa
328 pagine, 16,00 euro

Oggi sembrano esistere solo due tipi di libri nuovi: quelli poco curati, scaraventati sul mercato in fretta e furia; oppure, all’opposto, romanzi di debutto iperlavorati provenienti da master di scrittura creativa, da cui sono state smussate tutte le asperità e che sono insipidi come omogeneizzati. Ecco perché è così bello leggere qualcosa di strano, cattivo, imprevedibile, divertente e semplicemente diverso come Lord Jim a casa. Certo, è stato scritto nel 1973. Il giovane Giles Trenchard, nato in una famiglia dell’alta borghesia tra le due guerre, ha un’infanzia miserabile e va in guerra ma senza gloria. E poi diventa un vagabondo che si muove avanti e indietro nella Londra degli anni cinquanta. Il romanzo di Dinah Brooke fu originariamente definito una satira. Ma chiamarlo così significherebbe sottovalutare lo strano potere di Brooke nel descrivere il quotidiano in un modo al tempo stesso estremamente comico e incredibilmente sinistro. Il romanzo non si perde mai in voli di fantasia, ma resta su un percorso credibile e realistico per quanto orribile. La prosa è vetro tagliato, e ci tiene a distanza gelida da Giles e da chiunque incontri, finché, poco a poco, diventa chiaro che il libro è in realtà una storia dell’orrore che nasce da una conoscenza innata, e un incredibile disprezzo, per l’alta borghesia britannica.
Jayne Taylor, The Times

Le regole di Londra
352 pagine, 20,00 euro

In scena in questo romanzo di spionaggio c’è un ampio cast di personaggi: Jackson Lamb, onnisciente, obeso, flatulento, un tempo esperto agente dell’MI5 ora caduto in disgrazia, e la sua squadra di uomini e donne molto più giovani che hanno a loro volta mandato all’aria la propria carriera. Poi ci sono i politici nazionali, impegnati in lotte intestine, i giornalisti e, ai vertici, gli uomini e le donne della fittizia sede centrale dello spionaggio britannico, un’elegante casa in Regent’s park. Herron ha creato un intero mondo ma ha dichiarato pubblicamente di non fare ricerche e nelle sue opere non filtra nessuna esperienza personale del settore, come invece accade con altri maestri quali le Carré e Graham Greene, ai quali è stato paragonato. Le regole di Londra ruota intorno al genio dell’hacking Roderick Ho, troppo egoriferito perfino per rendersi conto di essere in pericolo, braccato per le sue competenze sia da una splendida giovane asiatica a caccia di denaro, sia da un gruppo che sta usando lei per arrivare al suo know-how tecnico.
Marina Vaizey, The Arts Desk

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1652 - 13 febbraio 2026
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