**◆ **Una donna e un uomo intraprendono in pieno inverno l’ascesa di una montagna, lui alpinista esperto, lei molto meno. Manca poco alla vetta quando la donna, esausta, si blocca. L’uomo la lascia lì, neanche la protegge con la coperta termica. Va in cerca di aiuto quando è troppo tardi. Siamo in Austria, Kerstin Gurtner, 33 anni, muore sola, assiderata sul Grossglockner in una notte del gennaio 2025. Lo scorso febbraio il suo compagno Thomas Plamberger viene condannato a una pena lieve ma significativa. Il clamore intorno al caso non è tanto immediato quanto postumo: in una sorta di MeToo d’alta quota si scoprono numerose storie simili, con esiti meno tragici. Alpine divorce : è così che si chiama. Racconta molto di come la disparità di potere nelle coppie eterosessuali sia spesso latente e si sveli solo in condizioni estreme. Dove l’uomo torna a vestire gli antichi panni dell’eroe che sfida pericoli e limiti, il meteo avverso, portando con sé la compagna meno esperta, più vulnerabile. La protegge mostrandole la propria forza, la controlla. E la donna si fida e gli si affida, certa di poter affrontare con lui esperienze al di sopra delle sue possibilità. Non potremmo mai immaginare un episodio simile a parti invertite, i ruoli sono cristallizzati e asimmetrici. Ma noi donne dobbiamo saperlo che è ancora troppo rischioso scalare la montagna che un altro ha scelto al posto nostro.
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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati




