Nel novembre 2002 il presidente George W. Bush firmò una legge che creava un nuovo ministero, chiamato Department of homeland security (Dhs), con l’obiettivo di proteggere gli Stati Uniti. La società americana era ancora scossa dagli attacchi dell’11 settembre 2001 e la minaccia del terrorismo internazionale condizionava profondamente l’opinione pubblica. Il Dhs avrebbe incluso due agenzie con il compito di applicare le leggi federali sull’immigrazione: l’Immigration and customs enforcement (Ice) e il Customs and border protection (Cbp). “Il nuovo dipartimento analizzerà le minacce, sorveglierà le frontiere e gli aeroporti, proteggerà le nostre infrastrutture più importanti e coordinerà la risposta della nazione alle emergenze future”, disse Bush nel suo discorso, aggiungendo che il Dhs avrebbe “usato tutte le risorse a disposizione del governo per garantire la sicurezza della popolazione”.
Più di vent’anni dopo, mentre migliaia di agenti dell’Ice e del Cbp invadono le strade di Minneapolis, molti politici del Partito democratico sostengono che l’attività di queste agenzie si è allontanata dall’obiettivo originario, trascurando le minacce esterne per concentrarsi sugli oppositori interni del presidente Donald Trump. Sono convinti che le forze federali si siano trasformate in forze di occupazione del territorio, con elmetti ed equipaggiamento militari per affrontare le proteste degli abitanti e degli attivisti di sinistra in città come Los Angeles, Portland, Chicago e Washington. Gli scontri, che hanno fatto il giro del mondo grazie ai video registrati sia dai manifestanti sia dagli agenti, trasmettono l’immagine di un governo in guerra con i suoi stessi cittadini.
Il Dhs “era pensato per proteggere gli americani dalle minacce, ma in alcuni casi ha finito per rivoltarsi contro gli americani”, ha dichiarato Keith Wilson, sindaco di Portland, in Oregon, eletto con il Partito democratico. “Tutto questo è molto inquietante”. Wilson teme che le attività delle agenzie federali per l’immigrazione possano portare a sparatorie come quella che ha provocato la morte a Minneapolis di Renee Nicole Good, un’attivista di 37 anni uccisa da un agente dell’Ice il 7 gennaio. Poche ore dopo le dichiarazioni del sindaco, ancora a Minneapolis alcuni agenti della polizia di frontiera hanno sparato a due venezuelani che avevano tamponato la loro auto, secondo il racconto del dipartimento. I venezuelani sono sopravvissuti e uno di loro è stato incriminato per l’incidente.
A più di vent’anni dalla sua creazione, il Dhs è la più grande forza di polizia federale, con circa 250mila dipendenti. Svolge anche funzioni che non sono direttamente legate ai disordini nelle città, come quelle della protezione civile (Fema) e dell’agenzia che si occupa della sicurezza negli aeroporti. Ma nell’ultimo anno anche questi enti hanno subìto forti pressioni per adeguarsi agli obiettivi di espulsioni fissati da Trump. L’agenzia per la sicurezza negli aeroporti, per esempio, fornisce informazioni agli agenti dell’immigrazione. Il presidente, intanto, cerca di togliere agli stati che non collaborano al suo piano i fondi destinati ai disastri naturali.
Grazie alla legge finanziaria voluta da Trump e approvata dal congresso a luglio, il budget dell’Ice è cresciuto a dismisura, rendendola la forza di polizia federale con più risorse. Secondo un’inchiesta del New York Times, da quando Trump si è insediato il dipartimento per la sicurezza nazionale ha spostato migliaia di agenti dalle loro mansioni ordinarie verso gli arresti degli immigrati. Nel frattempo l’amministrazione e i funzionari di alcune città hanno cominciato a usare un linguaggio militare per descrivere il conflitto sul campo.
Una denuncia presentata la settimana scorsa dallo stato del Minnesota definisce il recente invio di migliaia di agenti dell’immigrazione “un’invasione federale dell’area metropolitana di Minneapolis e Saint Paul”.
“Io vedo una forza di polizia militarizzata al servizio del presidente, per condurre la sua guerra contro tutte le persone che non vedono il mondo attraverso le lenti dei super-ricchi”, ha detto Brandon Johnson, il sindaco di Chicago, anche lui del Partito democratico.
Quando le proteste a Minneapolis si sono allargate, Trump ha minacciato di invocare l’Insurrection act, una legge del 1807 che gli consentirebbe di usare l’esercito per reprimere le ribellioni e imporre le leggi federali. Il 13 gennaio ha scritto sui social network che gli abitanti del Minnesota devono aspettarsi più operazioni nel loro stato. “STA ARRIVANDO IL GIORNO DELLA RESA DEI CONTI E DELLA PUNIZIONE”, ha minacciato il presidente.
Kristi Noem, segretaria per la sicurezza nazionale, ha definito Chicago “una zona di guerra” e ha dichiarato che la sua agenzia ha reso “molto più libere” alcune aree della città. Nelle ultime settimane il dipartimento ha descritto il Minnesota come uno stato in preda “alle frodi e alla criminalità”.
“Vorremmo avere la collaborazione di questi politici per rimuovere dalle loro città il peggio del peggio”, ha dichiarato Tricia McLaughlin, portavoce del Dhs. “E invece si rifiutano di proteggere i loro stessi cittadini e permettono ai criminali di girare liberamente per strada”.
Dimostrazione di forza
Il contesto politico in cui opera oggi il dipartimento per la sicurezza nazionale è molto diverso da quello in cui era stato creato. Dopo gli attentati del 2001 i politici di entrambi i partiti erano convinti della necessità di fare di più per difendere gli Stati Uniti dal terrorismo.
Costruire il Dhs richiese uno sforzo enorme. In un solo dipartimento, infatti, confluirono ventidue agenzie. A Washington alcuni politici si erano opposti a una centralizzazione così drastica.
◆ Nel 2025 il congresso e l’amministrazione Trump hanno stanziato fondi senza precedenti per l’Immigration and customs enforcement (Ice), che sono stati usati per raddoppiare il numero degli agenti (da diecimila a ventiduemila) impiegati per cercare e arrestare immigrati senza documenti, spesso con metodi violenti e intimidatori. Per velocizzare il reclutamento, l’amministrazione ha lanciato una campagna pubblicitaria dai toni patriottici, con richiami alla propaganda di guerra e riferimenti all’estrema destra. Ha inoltre abbassato l’età minima per entrare nell’Ice (da 21 a 18 anni), ha eliminato quella massima e ha ridotto il periodo di addestramento da circa cinque mesi a 48 giorni. Un’inchiesta di Nbc News ha rivelato che per almeno duecento persone l’addestramento è stato ancora più breve, perché per valutare i curriculum l’agenzia ha usato un sistema d’intelligenza artificiale poco affidabile, che ha scambiato per poliziotti persone che non avevano esperienza nelle forze dell’ordine. Su Slate la giornalista Laura Jedeed ha raccontato di aver provato a entrare nell’Ice per capire come funziona la selezione. Ha spiegato che gli unici requisiti richiesti per presentare domanda erano fare un test anti-droga (che lei ha passato pur avendo fatto uso di cannabis), avere la patente e un documento che attestasse l’assenza di condanne per violenza domestica.
Oggi chi sostiene il rafforzamento del ruolo del Dhs nell’applicazione delle leggi sull’immigrazione è convinto che la maggiore presenza degli agenti nelle città ha permesso di arrestare criminali violenti, rendendo il paese più sicuro. Queste persone ricordano che Trump ha vinto le elezioni promettendo una campagna aggressiva sull’immigrazione e attaccando le “città santuario”, cioè quei posti governati dai democratici che non collaborano con i federali all’arresto degli immigrati.
“Quello che i sindaci chiedono al Dhs non è un’opzione”, dice Chad Wolf, segretario ad interim per la sicurezza nazionale durante il primo mandato di Trump. “La maggioranza del popolo ha detto: ‘Non vogliamo questa America. Vogliamo che i criminali clandestini siano arrestati e cacciati, insieme a tanti altri’”.
Ma alcuni funzionari delle forze dell’ordine locali, anche quelli che in passato avevano mantenuto buoni rapporti con le autorità federali, sono preoccupati per la trasformazione del Dhs. In autunno Shon Barnes, il capo della polizia di Seattle, ha detto che i suoi agenti gli chiedono: “Come interverremo nel caso di un conflitto tra la comunità locale e il dipartimento per la sicurezza nazionale? Con chi ci schiereremo? Come ci comporteremo?”. Barnes ha sempre risposto garantendo che il Dhs avrebbe “mantenuto la pace”.
Jim McDonnell, capo della polizia di Los Angeles, ha ricordato che la sua città ha avuto per molto tempo legami stretti con il Dhs e soprattutto con le agenzie che si occupano delle attività criminali, ma ha aggiunto che la collaborazione è diventata decisamente più difficile dall’estate scorsa, quando l’Ice ha lanciato una vasta operazione nella regione arrestando migliaia di stranieri. “È stata un’azione senza precedenti”, ha sottolineato McDonnell nel 2025.
Los Angeles è stata la prima grande città statunitense a essere presa di mira dall’Ice. A giugno, dopo le proteste contro una retata in centro, gli agenti federali sono intervenuti per applicare le leggi sull’immigrazione. Hanno cominciato a fare irruzione negli autolavaggi, nei parcheggi della catena Home Depot e in altri luoghi di ritrovo per i lavoratori immigrati. A un certo punto hanno anche sfilato in un parco cittadino per dare una dimostrazione di forza. Quella è stata la prima volta che la guardia nazionale (il corpo di riservisti dell’esercito) era impiegata per proteggere gli agenti del Dhs nelle loro attività.
“Il governo federale ha invaso Los Angeles, ha creato un problema e poi si è congratulato con se stesso sostenendo di aver salvato la città, quando in realtà non c’è mai stato nessun rischio”, ha dichiarato Karen Bess, sindaca democratica della metropoli californiana.
Alcuni ex funzionari del Dhs sono allarmati dallo scontro crescente tra Washington e le autorità locali. Nell’idea iniziale, il dipartimento non avrebbe dovuto solo collegare diversi rami del governo federale ma anche coinvolgere nella propria attività organismi locali e statali. “Dobbiamo aprire nuove linee di comunicazione e supporto tra le agenzie e i dipartimenti, tra gli enti locali e statali e quelli federali e tra il settore pubblico e quello privato”, aveva dichiarato Tom Ridge, segretario alla sicurezza nazionale dal 2003 al 2005. Janet Napolitano, che ricoprì lo stesso ruolo tra il 2009 e il 2013, nella prima amministrazione Obama, è molto preoccupata per gli eventi degli ultimi mesi.
“Le forze di polizia federali in generale e il Dhs in particolare lavorano meglio e sono più efficaci quando si coordinano con le autorità statali e locali”, dice Napolitano, sottolineando che la polizia locale conosce le comunità meglio di chiunque altro. “Quando un ente federale si presenta sul territorio sovrapponendosi a quelli locali senza proporre una collaborazione, come hanno fatto di recente gli agenti dell’Ice a Minneapolis, si finisce per alimentare una situazione molto pericolosa”. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati