All’inizio di una puntata il narratore John Biewen ricorda di una sera in cui stava tornando a casa dopo aver portato la bici a riparare. John è bianco, nato negli Stati Uniti, progressista e – dice di sé – non razzista. A un certo punto Biewen vede un ragazzo nero camminare nella sua direzione e gli viene istintivo attraversare la strada e proseguire sul marciapiede dal lato opposto. Seeing white è la seconda stagione del podcast Scene on radio ed è considerato un capolavoro dell’audio contemporaneo. In quattordici episodi usciti nel 2017, John Biewen e Chenjerai Kumanyika hanno esplorato l’idea che essere bianchi vuol dire essere superiori rispetto agli altri. Viaggiano nel tempo e ricostruiscono come ogni relazione instaurata dagli imperi europei prima, da quello britannico poi e infine dagli Stati Uniti sia basata sull’idea di supremazia bianca. Ascoltarlo a quasi dieci anni dalla sua uscita può essere utile anche per capire cosa succede oggi. Le recenti uccisioni di cittadini statunitensi da parte delle forze di polizia federali all’apparenza possono sembrare una questione “tra bianchi” che non ha niente a che vedere con il razzismo. Ma Renée Good e Alex Pretti potrebbero essere stati puniti proprio perché, scegliendo di difendere persone diverse da loro, hanno tradito l’idea di supremazia alla base della loro cultura.

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati