Si pubblicano moltissimi libri, e non sempre si ha tempo di occuparsi subito delle novità, altri titoli sfuggono, ma trovano un loro modo di tornare da noi. Brutale è uno di quelli. Un romanzo che racconta il sesso quando smette di avere a che fare solo con il desiderio e il corpo, e finisce per trasformarsi in strumento di potere, merce, spettacolo e prova di potere. Al centro di questa storia ci sono Giulio, grafico, e Paolo, aiuto pizzaiolo, entrambi con una relazione – con un uomo uno, con una donna l’altro – che però ha i contorni di una finzione. Le loro traiettorie incrociano Francesco, creator su OnlyFans, che porta Paolo a indossare un passamontagna e i panni del dominatore con la promessa di soldi facili e la possibilità di una nuova virilità. Il punto centrale del romanzo arriva quando Giulio, guardando quei video, riconosce in Paolo il ragazzo che al liceo ha abusato di lui. Comincia qui un gioco di potere e di controllo, in cui il passato insegue il presente, forse nel tentativo di invertire i ruoli, di trovare vendetta e giustizia nel futuro. Falzone, al suo secondo romanzo, mette a nudo la lingua della narrazione con periodi brevi. La prosa è urticante nel suo non lesinare sui dettagli, e si sofferma sui gesti e sulle reazioni dei corpi. È una storia scritta molto bene, che recupera un tema quasi sparito dalla letteratura, calandolo nel nostro presente. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati





