Succedono cose strane sui mercati. Il 23 marzo, quindici minuti prima che Donald Trump annunciasse che c’erano stati “colloqui produttivi” con l’Iran, alcuni trader hanno scommesso circa mezzo miliardo di dollari sul prezzo futuro del petrolio. La dichiarazione di Trump ha provocato un forte calo nei prezzi del greggio e sembrerebbe che alcuni sapessero in anticipo dell’annuncio e ne abbiano approfittato per fare una scommessa molto redditizia.
Se lo strano tempismo di queste transazioni dipendesse da un accesso privilegiato a informazioni riservate, sarebbe solo una parte di un boom dell’azzardo che riduce gli avvenimenti politici a opportunità di profitto. Prendete Polymarket, una piattaforma che permette di scommettere su qualsiasi cosa, dal risultato del Super Bowl all’invasione di un paese. Diversi nuovi account avevano previsto l’attacco all’Iran appena ventiquattr’ore prima dei bombardamenti israelo-statunitensi. Lo stesso schema è stato osservato dopo l’intervento statunitense in Venezuela a gennaio. Un singolo profilo, creato pochi giorni prima, ha guadagnato più di 400mila dollari. Viene da chiedersi se il presidente degli Stati Uniti o i suoi collaboratori stiano traendo profitto dalla loro posizione di potere, ma avere una risposta è quasi impossibile.
Sembra che alcuni trader sapessero in anticipo dell’annuncio del presidente sulle trattative con l’Iran e ne abbiano approfittato per realizzare forti profitti
Queste piattaforme stanno diventando più popolari proprio perché la loro attività è difficile da tracciare. Le scommesse sono effettuate in criptovalute come i bitcoin e quindi sono sottoposte a meno restrizioni e lasciano meno tracce rispetto al sistema bancario tradizionale. Inoltre sono decentralizzate e aperte a utenti di tutto il mondo ed è molto difficile regolamentarle o chiuderle. Non sarebbe esagerato ipotizzare che alcune di quelle scommesse sospette provenissero direttamente dall’amministrazione Trump. Da quando è in carica la sua famiglia ha lanciato diversi investimenti in criptovalute. Un’inchiesta del New York Times ha scoperto che ha guadagnato almeno un miliardo e mezzo di dollari nel primo anno del suo secondo mandato. Questo non significa necessariamente che Trump stia dando dritte a qualcuno. È un esibizionista confuso circondato da una schiera di tirapiedi, e non è impensabile che qualcuno raccolga le informazioni che si lascia sfuggire per poi sfruttarle o rivenderle.
Ma c’è un cambiamento culturale più generale: l’idea di monetizzare tutto il possibile, dalla presidenza alla propria presenza online, e trasformare i cittadini in polli da spennare. È un’intera industria. Nella manosfera ci sono influencer che vendono discutibili piattaforme di investimento, con l’allusione implicita che quello sia il modo per accedere allo sfarzoso stile di vita che esibiscono sui social media. Vendono l’idea che i vincenti nella società abbiano una formula, una ricetta segreta, accesso a informazioni riservate, e che anche voi ne abbiate bisogno.
L’attrazione per questi meccanismi si fonda su un processo di lungo termine: il deterioramento della possibilità di vivere una vita dignitosa con un lavoro normale, accompagnato dalla denigrazione culturale dell’impiego da dipendente, dalla glorificazione del mettersi in proprio e non essere un fesso con un lavoro da scrivania.
Poi c’è il tipo di irrealtà che Trump ha iniettato nel mondo. Il suo modo di trattare tutto come intrattenimento ha trasformato la politica in un’altra branca dello sport. È al tempo stesso un clown lunatico e il potentissimo direttore di un circo globale in cui ogni giorno è una sorpresa: sarà pacifico o qualcuno morirà? Fate il vostro gioco.
Ma la permissività della politica statunitense nel regolamentare gli interessi finanziari di chi governa è sempre stata sconcertante. I deputati del Congresso possono comprare e vendere azioni, pur essendo informati su qualsiasi discussione o norma riguardante le aziende quotate in borsa. Nancy Pelosi è famosa per aver accumulato una fortuna nel corso del suo mandato. Il diritto a fare soldi va oltre l’incarico istituzionale. Hillary e Bill Clinton hanno sfruttato i decenni passati nella pubblica amministrazione per creare una macchina da soldi, guadagnando centinaia di milioni di dollari con discorsi e consulenze.
La domanda che pende sul secondo mandato di Trump è se lui rappresenti un’accelerazione delle dinamiche che lo hanno preceduto o una specie completamente nuova di politico. La risposta potrebbe essere entrambe le cose. Accrescendo la ricchezza sua e della sua famiglia, ha violato le norme che consideravano accettabile un certo arricchimento derivante da incarichi politici, ma non la spudorata trasformazione della Casa Bianca in un’azienda privata.
Forse non sapremo mai se queste transazioni sospette siano direttamente legate a Trump, ma sappiamo che lui è perfettamente adatto al clima attuale: una cultura politica sregolata e rapace, che si sta trasformando in una grande truffa globale. ◆ fdl
Questo articolo è uscito sul quotidiano britannico The Guardian.
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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati




