Europa

Johnson è ancora in piedi

Boris Johnson a Downing street, l’8 giugno 2022 (Chris J. Ratcliffe, Bloomberg/Getty Images)

Boris Johnson è ancora il primo ministro britannico. Il 6 giugno il leader conservatore è sopravvissuto a un voto di sfiducia in seguito al cosiddetto partygate, lo scandalo legato alle feste organizzate nella sede del governo durante i lockdown del 2020 e 2021. La vittoria di Johnson tuttavia, concorda la stampa britannica, è solo una tregua e non può nascondere la debolezza della sua traballante leadership e le spaccature tra i conservatori. A votare sono stati i 359 deputati tory della Camera dei comuni, che formalmente si sono espressi sul ruolo di Johnson come leader di partito. Il premier ha incassato 211 voti a favore, ma 148 deputati, il 41 per cento del totale, gli ha votato contro. Se fosse stato sfiduciato, avrebbe dovuto lasciare anche la guida del governo. Per il premier, scrive il Times, “all’orizzonte ci sono altri pericoli”, tra cui le suppletive del 23 giugno in due collegi elettorali in Devon e West Yorkshire e l’inchiesta sul partygate. Se fosse accertato che ha mentito al parlamento, Johnson dovrebbe dimettersi. “Ma se sopravvivesse anche a queste nuove prove, ci si dovrà chiedere cosa intenda fare per riconquistare la fiducia dei cittadini prima delle prossime elezioni”. ◆

Un altro bavaglio

Istanbul, 2020 (Ozan KOSE, AFP/Getty)

La proposta di legge contro la disinformazione presentata dal governo turco ha suscitato le proteste dei giornalisti e degli attivisti per la libertà di espressione, scrive Bianet. La legge aumenta le restrizioni sui social network e introduce una pena da uno a tre anni di carcere per chi diffonde “informazioni fuorvianti” sulla salute, sull’ordine pubblico o sulla sicurezza, una formulazione vaga che secondo i sindacati dei giornalisti mira a restringere ulteriormente la possibilità di criticare il governo in vista della campagna per le elezioni del 2023.

Gli omicidi di Kadyrov

Tre cittadini ceceni che erano comparsi in un sex tape sono stati uccisi dalla polizia di Ramzan Kadyrov, il presidente violento e autoritario della Cecenia, repubblica autonoma russa del Caucaso a maggioranza musulmana. Le quattro persone (due uomini e due donne) che avevano preso parte all’orgia erano state arrestate, su indicazione della leadership cecena, dopo la pubblicazione online del video, a metà aprile. Secondo il sito Kavkaz.Realii l’unica partecipante non cecena è stata subito liberata, mentre le altre tre persone sono state uccise mentre erano detenute a Grozny.

La sinistra sfida Macron

A pochi giorni dal primo turno delle elezioni legislative francesi, in programma il 12 giugno, la coalizione centrista Ensemble che sostiene il presidente Emmanuel Macron sembra sempre più preoccupata dall’avanzata della Nuova unione popolare, ecologica e sociale (Nupes), scrive Libération. L’alleanza tra sinistra radicale, verdi e socialisti guidata da Jean-Luc Mélenchon appare l’unica in grado di privare Macron della maggioranza assoluta in parlamento: gli ultimi sondaggi danno le due coalizioni testa a testa nelle intenzioni di voto, anche se Ensemble dovrebbe essere favorita a livello di seggi. In ogni caso, “la Nupes è riuscita a ridare slancio e visibilità a una sinistra che sembrava moribonda”, commenta Libération.

Gent SHKULLAKU, AFP/Getty

Albania Il capo di stato maggiore Bajram Begaj ( nella foto) , 55 anni, sostenuto dal premier socialista Edi Rama, è stato eletto presidente della repubblica.

Unione europea Il parlamento e il consiglio europeo si sono accordati sulla direttiva che, a partire dal 2024, imporrà l’uso dello standard usb-C per gli alimentatori di tutti i telefoni cellulari e degli altri dispositivi portatili venduti nell’Unione. Secondo i suoi promotori la norma consentirà ai consumatori di risparmiare fino a 250 milioni di euro all’anno e ridurrà la produzione di rifiuti elettronici.

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1464 - 10 giugno 2022
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