Inflazione e birra tedesca

Monaco di Baviera, Germania (Krisztian Bocsi, Bloomberg/Getty)

A maggio l’inflazione nell’eurozona ha raggiunto l’8,1 per cento, spingendo la Banca centrale europea a rompere gli indugi e a mettere fine alla lunga fase (circa otto anni) caratterizzata dal costo del denaro praticamente a tasso zero e dai consistenti acquisti di titoli (soprattutto di stato), il cosiddetto quantitative easing (qe, alleggerimento quantitativo). Queste misure hanno permesso ai paesi più indebitati dell’area (innanzitutto all’Italia) di superare, tra l’altro, il periodo più pesante della pandemia da covid-19. A luglio l’istituto di Francoforte sul Meno chiuderà il principale programma d’acquisto di titoli e aumenterà il costo del denaro dello 0,25 per cento, ma prevede ulteriore aumenti a partire da settembre. Riportare l’inflazione a livelli accettabili non sarà facile, ma intanto l’aumento dei prezzi si fa sentire sui consumatori e sulle aziende. Un caso particolare ma significativo è quello dei produttori di birra tedeschi, scrive il New York Times, che devono fare i conti con la bolletta del gas aumentata del 400 per cento, con quella della luce salita del 300 per cento e con un rincaro dell’orzo mai visto prima. Un altro problema, spiega il quotidiano statunitense, è la grave carenza di bottiglie di vetro per la birra, il cui prezzo è aumentato molto. Un caso senza precedenti legato anche alla guerra in Ucraina. I produttori tedeschi si procurano le bottiglie in diversi paesi europei, ma sono stati messi in crisi dalla chiusura delle fabbriche in Ucraina e dall’impossibilità d’importare da Russia e Bielorussia. ◆

La Coinbase licenzia

New York, Stati Uniti (Michael Nagle, Bloomberg/Getty)

La Coinbase, la più importante borsa statunitense per lo scambio di criptovalute, licenzierà almeno un quinto dei suoi dipendenti, circa 1.100 persone, scrive il Financial Times. La decisione è una conseguenza della brusca svalutazione registrata negli ultimi mesi dalle monete digitali e dalla forte diminuzione degli scambi. Ha influito anche la crisi del Celsius Network, uno dei principali servizi di credito in criptovalute, che ha bloccato i prelievi di tutti i suoi clienti. Il bitcoin, in particolare, ha perso più del 60 per cento del suo valore rispetto al novembre 2021, quando aveva raggiunto la quota record di quasi 69mila dollari. Il 15 giugno la criptovaluta lanciata nel 2008 dal misterioso hacker Satoshi Nakamoto valeva meno di 19.500 dollari. Altre monete, tra cui l’ether, hanno subìto svalutazioni ancora più forti. Piani per la riduzione del personale sono stati annunciati anche dalle principali concorrenti della Coinbase, come la Gemini e la Crypto.com, e dal sito di credito online in criptovalute BlockFi. ◆

È meglio da casa

“Il più grande call center delle Filippine ha rinunciato agli incentivi fiscali pur di garantire ai dipendenti la possibilità di lavorare da casa”, scrive Nikkei Asia. Si tratta dell’azienda statunitense Concentrix, che nel paese asiatico dà lavoro a circa centomila persone. Il governo di Manila concede agevolazioni alle aziende come la Concentrix solo per le attività svolte in presenza e ha deciso che è possibile far lavorare a distanza il 30 per cento del personale fino al 12 settembre. Le aziende temono che molti dipendenti si dimetterebbero se fossero costretti a tornare in presenza, perché dovrebbero spendere di più per i trasporti e i pasti.

Tanti soldi grazie all’energia

Secondo uno studio del Centre for research on energy and clean air (Crea), nei primi cento giorni dell’invasione dell’Ucraina la Russia ha incassato quasi cento miliardi di dollari grazie al petrolio e al gas, scrive il Wash­ington Post. Tuttavia le entrate sono diminuite da marzo, dopo che diversi paesi hanno cominciato a ridurre le importazioni.

Sciopero dei camionisti

Un prolungato sciopero degli autotrasportatori ha messo in difficoltà le principali aziende della Corea del Sud, come la casa automobilistica Hyundai e il produttore di acciaio Posco, scrive la Bbc. I lavoratori chiedono salari più alti e un’estensione dei sussidi governativi che gli permetta di compensare il recente rincaro del carburante. La protesta arriva mentre le esportazione sudcoreane registrano un calo di quasi il 13 per cento nei primi dieci giorni di giugno rispetto allo stesso periodo del 2021. Molti osservatori, inoltre, temono che lo sciopero possa far salire ancora l’inflazione e peggiorare la crisi delle filiere mondiali delle forniture, già messe in difficoltà dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina.

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1465 - 17 giugno 2022
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