Europa

Berlino si tinge di nero

“Berlino è arrabbiata nera”, titola la Tageszeitung dopo le elezioni per il parlamento della capitale tedesca. Il voto si è svolto a meno di un anno e mezzo da quello del settembre 2021, dichiarato nullo a causa delle molte irregolarità riscontrate, e ha visto la netta vittoria dell’Unione cristianodemocratica (Cdu), che ha conquistato quasi il 30 per cento dei voti. I conservatori hanno superato per la prima volta dal 1999 il Partito socialdemocratico (Spd), che con il 18,4 per cento ha ottenuto il peggior risultato dalla riunificazione. In campagna elettorale la Cdu aveva cavalcato il malumore suscitato dai violenti disordini scoppiati nella capitale durante la notte di capodanno, attribuendoli agli immigrati e ai giovani di origine straniera, e la vittoria non potrà che rafforzare la svolta a destra impressa al partito dal nuovo leader Friedrich Merz. La coalizione tra Spd, Verdi e Die Linke (sinistra) mantiene comunque la maggioranza dei seggi e continuerà a governare Berlino, ma visto l’umore in città non avrà vita facile, e la Cdu è pronta ad approfittarne, conclude la Tageszeitung. ◆

Linea dura sui migranti

Napoli, 6 febbraio 2023 (Ivan Romano, Getty)
Richieste di asilo presentate nell’Unione europea, migliaia (Fonte: Eurostat)

Al consiglio europeo del 9 febbraio ha prevalso la linea dura contro l’immigrazione, scrive Euronews. Allarmati dalle cifre diffuse dalla Commissione europea, secondo cui nel 2022 le richieste di asilo presentate nell’Unione sono salite a 924mila, il dato più alto dal 2016, i leader europei vogliono accelerare il rimpatrio dei richiedenti che non ricevono lo status di rifugiati (il 61 per cento del totale secondo Bruxelles), facendo pressione sui paesi d’origine attraverso le politiche commerciali e gli aiuti allo sviluppo, e stilando una lista comune di paesi terzi considerati sicuri. Inoltre hanno chiesto alla Commissione di stanziare fondi per rafforzare le barriere e i sistemi di sorveglianza alle frontiere esterne dell’Unione, e hanno sottolineato il bisogno di “rafforzare la cooperazione” nelle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale, un riferimento alla regolamentazione delle attività delle ong chiesta dal governo italiano.

Venti di guerra

In Moldova le ripercussioni del conflitto in Ucraina sono sempre più evidenti. Il 10 febbraio Chișinău ha denunciato che un missile russo, diretto verso l’Ucraina, aveva attraversato il suo spazio aereo. Poche ore più tardi la premier Natalia Gavriliţa si è dimessa per essere sostituita da Dorin Recean, consigliere per la sicurezza della presidente Maia Sandu. Da qualche mese il governo era al centro delle critiche per l’aumento dei prezzi di energia e prodotti alimentari, e la premier era stata coinvolta in due presunti casi di corruzione. La linea politica del paese rimane europeista, ma con la nomina di Recean la presidente ha voluto sottolineare che la priorità è la difesa. Riprendendo le rivelazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, scrive Rfi Romania, Sandu ha anche affermato che Mosca sta organizzando un golpe per sabotare la democrazia moldava. Diventata indipendente dall’Unione Sovietica nel 1991, la Moldova è stretta tra la Russia e l’Unione europea, ha una popolazione in maggioranza romenofona e comprende la Transnistria, uno stato non riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto da Mosca, che vi mantiene una consistente presenza militare. Nonostante le pressioni e le interferenze russe, e il rischio di un’aggressione militare, nel giugno 2022 Chișinău ha chiesto e ottenuto lo status di paese candidato all’ingresso nell’Unione europea.

Condanna esemplare

Leonid Shcheglov, Afp/Getty

Il giornalista e attivista bielorusso-polacco Andrzej Poczobut ( nella foto ) è stato condannato a otto anni di lavori forzati da un tribunale di Minsk per aver messo a repentaglio la sicurezza dello stato bielorusso. In custodia cautelare dal marzo 2021, il corrispondente a Minsk del quotidiano polacco Gazeta Wyborcza era stato incriminato per i suoi reportage sulle proteste contro il regime di Aleksandr Lukašenko, cominciate nell’agosto 2020. “Andrzej è un uomo eroico e coraggioso”, scrive Adam Michnik, direttore di Gazeta Wyborcza. “È un cittadino libero di una Bielorussia libera. E incarna i valori più nobili del nostro continente. Per questo tutta Europa dovrebbe sostenerlo e fare il possibile per liberarlo dalle grinfie dei suoi aguzzini, degni eredi di Hitler e Stalin”.

Cipro Il conservatore Nikos Christodoulides è stato rieletto alla presidenza della repubblica con il 51 per cento dei voti.

Regno Unito Nicola Sturgeon, leader dello Scottish national party, ha annunciato le sue dimissioni da first minister della Scozia, incarico che occupava dal 2014.

Unione europea Il parlamento europeo ha approvato il divieto di vendere veicoli a gasolio e a benzina a partire dal 2035, concordato a ottobre. La legge dovrebbe ricevere l’approvazione finale del Consiglio a marzo.

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1499 - 17 febbraio 2023
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