Il governo Berlusconi, coalizione eterogenea di ultraliberisti, postfascisti e leghisti, ha solo sei settimane di vita: eppure ha già avuto modo di esporsi a un diluvio di proteste indignate, che arrivano da tutta Europa per denunciare gli eccessi delle forze dell’ordine italiane durante le manifestazioni del G8 di Genova. Le sconvolgenti testimonianze fanno rabbrividire. Decine di militanti antiglobalizzazione, detenuti nella caserma di Bolzaneto, a nord di Genova, sono stati malmenati da poliziotti che cantavano le lodi del Cile di Pinochet e dell’Italia fascista.
Il loro comportamento, scandaloso in una democrazia, inizialmente non ha suscitato alcuna reazione particolare del capo del governo italiano. All’inizio della settimana, la prima uscita di Berlusconi dopo il vertice è stata di congratularsi con gli agenti di polizia. Venerdì, di fronte al Senato, ha concluso che non intendeva nascondere “alcuna verità” sui drammatici fatti del fine settimana genovese. Nel frattempo le notizie della repressione hanno raggiunto le capitali europee, rievocando le perplessità “austriache” suscitate dal personaggio Berlusconi durante la sua campagna elettorale.
Diffidenza europea
Fino a che punto il presidente del consiglio italiano dipende dai suoi amici postfascisti? In previsione di Genova sembrava che avesse scelto di privilegiare i temi della sicurezza, per compiacere quell’elettorato che ha premiato con un voto plebiscitario la sua piattaforma politica, particolarmente esplicita riguardo alla repressione della criminalità. Il fatto che questo stato d’animo si sia tradotto nei fatti di Genova ha suscitato la diffidenza di partner importanti in seno all’Unione europea.
Una diffidenza che forse non supererà l’estate, almeno fino al prossimo grande confronto sulla globalizzazione. Ma, e questo è ciò che più conta, Berlusconi non ha motivo di preoccuparsi. L’opinione pubblica italiana, pur sconcertata dal caos genovese, non l’ha certo attaccato. Grazie alla sua schiacciante maggioranza in parlamento, l’imprenditore diventato presidente del Consiglio riuscirà a superare anche questa situazione difficile. Comunque, sembra che a Genova il nuovo premier, liberista ma autoritario, abbia lasciato cadere la maschera. ◆ pb
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Questo articolo è uscito sul numero 397 di Internazionale, a pagina 6. Compra questo numero | Abbonati





