L’Egitto bombarda il gruppo Stato islamico in Libia

Dopo la diffusione di un video da parte dei jihadisti che mostra la decapitazione di 21 egiziani, l’aviazione egiziana ha colpito alcuni obiettivi dei jihadisti in Libia

Sette cose da sapere sul gruppo Stato islamico in Libia

16 febbraio 2015 12:28
  1. Il 16 febbraio l’aviazione egiziana ha bombardato alcuni obiettivi del gruppo Stato islamico in Libia, dopo la diffusione di un video che mostra la decapitazione di 21 cittadini egiziani di religione copta da parte dei jihadisti. I cittadini egiziani erano stati rapiti a Sirte, in due attacchi a dicembre e a gennaio.
  2. La Francia e l’Egitto hanno chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere dell’avanzata del gruppo Stato islamico. La ministra della difesa italiana Roberta Pinotti e il ministro degli esteri Paolo Gentiloni hanno detto che l’Italia sarebbe pronta a coordinare un intervento militare in Libia, se ci fosse un consenso internazionale.
  3. I miliziani del gruppo Stato islamico hanno rivendicato la responsabilità di diversi attentati negli ultimi mesi in Libia, tra cui l’attacco all’hotel Corinthia di Tripoli il 27 gennaio 2015. Non sono stati verificati i legami tra il gruppo attivo in Siria e Iraq e i gruppi che si autoproclamano affiliati allo Stato islamico in Libia.
  4. Nell’ottobre del 2014, un gruppo di uomini armati, a Derna, nell’est della Libia, ha rivendicato l’appartenenza al gruppo Stato islamico. L’annuncio è stato accolto con favore dal leader jihadista Abu Bakr al Baghdadi.
  5. Dal dicembre del 2014 sono stati rivendicati dal gruppo molti attentati a Tripoli contro le ambasciate e i posti di blocco. Ma l’attacco all’hotel Corinthia è stato il primo in cui gli abitanti della capitale hanno potuto avvertire concretamente la presenza dei jihadisti in città.
  6. Secondo fonti dell’intelligence statunitense, da dicembre il gruppo Stato islamico ha allestito campi di addestramento in Libia. Ma non si hanno informazioni sul numero esatto dei campi e su quello dei combattenti che vi hanno preso parte.
  7. Dalla caduta di Muammar Gheddafi nel 2011 la Libia è nel caos, divisa da una guerra civile. Il paese ha due governi e due parlamenti. Il primo ministro riconosciuto dalla comunità internazionale è Abdullah al Thinni, che ha vinto le elezioni nel 2014 e ha spostato la sede del governo e del parlamento a Tobruk, nell’est del paese. A Tripoli, invece, si riunisce ancora il precedente parlamento, appoggiato dai miliziani islamici della coalizione Alba libica, composta da gruppi armati originari di Misurata e Tripoli.

Bbc

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