04 settembre 2015 15:59

Il consiglio dei ministri ha approvato gli ultimi quattro decreti che servivano per rendere completa l’attuazione del Jobs act, cioè la riforma del lavoro preparata dal ministro competente Giuliano Poletti e approvata dal parlamento nei mesi scorsi.

I quattro provvedimenti riguardano le semplificazioni dei rapporti di lavoro, gli ammortizzatori sociali, le politiche per aiutare chi non ha un impiego chi non ce l’ha e l’ispettorato nazionale del lavoro. ecco le novità.

1. Semplificazione delle procedure in materia di rapporto di lavoro

Cambia la normativa per chiedere le dimissioni: il lavoratore potrà semplicemente compilare un modulo telematico fornito dal ministero del lavoro. Viene eliminato il registro degli infortuni sul lavoro. Si inaspriscono le sanzioni civili per le violazioni sui giorni di malattia mentre quelle penali vengono ristrette ai casi più gravi. Le assunzioni per i disabili avverranno attraverso la chiamata nominale da parte del datore di lavoro e non più con avviso pubblico.

Nello stesso decreto, è contenuta la norma sui controlli a distanza, che modifica l’articolo 4 dello statuto dei lavoratori del 1970. Stabilisce che le aziende possano controllare computer, tablet e cellulari dei dipendenti, così come i badge che servono loro per entrare nel luogo di lavoro, senza che sia necessario un accordo sindacale o un’autorizzazione del ministero. Per il controllo sugli strumenti di lavoro messi a disposizione dalle imprese e su quelli per la registrazione degli accessi e delle presenze basterà infatti informare i lavoratori e rispettarne la privacy. La procedura autorizzatoria resta invece per le telecamere di vigilanza, che possono essere installate previo permesso sindacale o amministrativo.

2. Ammortizzatori sociali

Il provvedimento limita la durata della cassa integrazione sia ordinaria che straordinaria a 24 mesi in un quinquennio mobile. Il tetto può salire a 36 mesi solo in caso di contratto di solidarietà. Si potranno chiedere tutti d’un colpo, mentre oggi il massimo è 12 mesi e poi serve il rinnovo. Allo stesso tempo, gli ammortizzatori vengono estesi alle imprese con più di cinque dipendenti, secondo il governo ne potranno usufruire 1,4 milioni di lavoratori in più rispetto al passato.

3. Politiche attive

Nasce l’Agenzia nazionale per le politiche attive (Anpal), che sarà operativa dal 1° gennaio 2016. ItaliaLavoro non sarà cancellata e sarà il braccio operativo dell’Agenzia, che deve riuscire a rendere efficienti i centri per l’impiego presenti in tutto il paese. Ci lavoreranno non più di 395 persone, compresi i dirigenti. Si rafforzerà la condizionalità degli interventi: i percettori della nuova indennità di disoccupazione (Naspi) avranno diritto alla ricollocazione, con l’obiettivo di creare un circolo virtuoso tra chi perde il lavoro e chi viene aiutato a ricollocarsi firmando un patto personalizzato utile alla ricerca di un nuovo impiego.

4.Ispettorato del lavoro

Nasce un unico Ispettorato nazionale del lavoro con personalità giuridica di diritto pubblico. Accorperà le attività ispettive attualmente esercitate da ministero del Lavoro, Inps e Inail. Quindi, il nuovo istituto cercherà di razionalizzare l’attività di vigilanza e di evitare la sovrapposizione degli interventi ispettivi sulle imprese. Non potranno lavorarci più di 6.357 persone, inclusi i dirigenti. Gli ispettori che ora lavorano per l’Inps e l’Inail verranno inseriti nella nuova agenzia unica.