27 maggio 2016 15:03

Le rinnovabili potrebbero essere una buona scelta per l’Africa almeno per un ottimo motivo: in buona parte del continente non esistono ancora reti elettriche in grado di trasportare l’elettricità da una grande centrale fino a ogni angolo in cui è usata. E le nuove tecnologie, come il solare o l’eolico potrebbero, in tanti casi, rendere inutile la costruzione di queste reti.

C’è un precedente. In Africa, nel settore delle telecomunicazioni, la mancanza d’infrastrutture fisse ha scatenato il boom dei telefoni cellulari usati oggi per qualunque cosa, inviare e ricevere denaro, o trovare informazioni sanitarie. I cellulari e i servizi che offrono sono arrivati in territori mai raggiunti dalle linee fisse. Alcuni ritengono che qualcosa di simile a questo “scavalcamento” stia avvenendo nel rapporto tra l’energia rinnovabile e quella tradizionale.

“Il settore dell’energia verde in Africa somiglia a quello delle comunicazioni mobili di un decennio fa, all’epoca del boom”, ha scritto l’autore di uno studio pubblicato questo mese sull’Economist intelligence unit (Eiu), sponsorizzato dall’azienda ingegneristica Ihs Tower. “Tanti consumatori africani possono comprare l’elettricità, ma non hanno accesso a soluzioni tariffarie adeguate”.

Il progresso è evidente se si confronta la presenza delle rinnovabili rispetto ai sistemi energetici complessivi di un paese, in Africa e altrove. Nel grafico, i primi cinque paesi africani per quota di mercato sono comparati al gruppo G7 dei paesi più sviluppati. Questi ultimi hanno delle reti elettriche nazionali tuttavia faticano a integrare le rinnovabili nei sistemi esistenti. Ma hanno anche più denaro da investire.

Naturalmente c’è ancora molta strada da fare prima che l’Africa possa diventare davvero leader mondiale delle rinnovabili. La maggior parte del continente è ancora alimentato a carbone: il 49 per cento dell’energia proviene dalla fonte più inquinante al mondo, e una buona parte di quello che rimane è coperto dal gas. La parte delle rinnovabili è di appena il 5 per cento, mentre ampi progetti idroelettrici coprono un altro 20 per cento del fabbisogno africano.

Esistono vari progetti avviati nel continente. Da un lato, le aziende private offrono pannelli solari con pagamento a consumo ai proprietari di case. Dall’altro i governi stanno costruendo dei parchi eolici.

Esistono grandi opportunità in questo settore, secondo l’Eiu. Affinché possano essere colte, servono una maggiore trasparenza, un’accurata pianificazione dei regimi d’incentivo economico, il miglioramento dell’efficienza ai confini e alle dogane per gli importatori e bisogna attirare i capitali.

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo è uscito su Quartz.

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