18 maggio 2020 16:56

Lo scorso fine settimana i due principali campionati di calcio tedesco sono tornati in attività. Il Borussia Dortmund ha affrontato lo Schalke, suo rivale nella regione della Ruhr, senza uno dei suoi principali punti di forza: la gelbe Wand, il muro giallo. Solitamente la squadra in trasferta a Dortmund deve fare i conti con questo blocco assordante di 25mila tifosi, ammassati in una delle più capienti curve d’Europa. Ma stavolta il suono più rumoroso erano gli squilli del fischietto dell’arbitro e le urla di giocatori e allenatori. Gli spettatori erano stati esclusi per contenere la diffusione del covid-19. Come molte competizioni sportive professionistiche, la Bundesliga si è fermata per mesi. I dirigenti delle altre leghe sportive in giro per il mondo hanno gli occhi puntati sul campionato tedesco, per capire se anche loro saranno in grado di ripartire a porte chiuse.

Se sarà così, gli spettatori da casa noteranno una grande differenza. È vero che non tutti gli sport hanno bisogno di folle rumorose per avere un’atmosfera elettrizzante (pensate al golf o al biliardo). Ma è difficile immaginare una partita di tennis a Wimbledon senza un arbitro che chiede al pubblico di stare in silenzio. O una partita di cricket allo stadio Wankhede di Mumbai senza il boato che segue un colpo da sei punti.

In Asia orientale, dove il lockdown è stato alleggerito prima che nei paesi occidentali e si sono già svolte partite a porte chiuse, gli organizzatori stanno facendo esperimenti per sostituire i tifosi. Il campionato di calcio sudcoreano ha trasmesso dagli altoparlanti il rumore preregistrato dei tifosi. La lega di baseball di Taiwan ha permesso alle persone di pagare per avere i loro volti stampati su sagome di cartone che poi vengono sistemate sugli spalti. Il Borussia Mönchengladbach, un’altra squadra della Bundesliga, sta facendo lo stesso, devolvendo i soldi ricavati in beneficenza. Nel Regno Unito Sky Sport sta pensando d’inserire dei tifosi generati al computer (una tecnica simile a quella pionieristicamente utilizzata nel film Il gladiatore).

I piccoli soffriranno di più
Anche senza spettatori presenti fisicamente, organizzare eventi sportivi professionistici durante una pandemia resta un’attività rischiosa. I giocatori delle 36 squadre delle due divisioni della Bundesliga verranno sottoposti a test per il nuovo coronavirus più volte a settimana. Gli allenamenti sono stati limitati a gruppi di cinque persone. Altri sport stanno valutando precauzioni più estreme. I giocatori di cricket inglesi dovranno affrontare settimane di quarantena prima, durante e dopo i test match (le partite più importanti di questo sport) previsti quest’estate contro Pakistan e Indie occidentali. Ma gli eventi senza pubblico radunano comunque molte persone potenzialmente contagiose. Un incontro professionistico di rugby a 15 richiede almeno 174 persone tra giocatori, addetti a portare l’acqua e operatori per le riprese televisive.

Gli eventi a porte chiuse saranno sostenibili dal punto di vista commerciale? La maggior parte degli sport più popolari si basa su tre fonti di reddito: la vendita di biglietti e di prodotti il giorno della partita, i diritti per trasmettere gli eventi in tv e su internet e le sponsorizzazioni. Con gli spalti vuoti scomparirebbe la prima fonte, visto che nessun tifoso comprerebbe biglietti d’ingresso, merchandising, pinte di birra o panini. Per i principali campionati questa perdita sarà gestibile. Nella stagione 2017-2018 le squadre della Premier League inglese (il campionato di calcio più ricco del mondo) hanno ottenuto solo il 14 per cento dei ricavi dalle vendite effettuate i giorni della partita. Ma i campionati più piccoli, che non hanno molto pubblico televisivo, avranno grosse difficoltà. Nel campionato scozzese, per esempio, il 45 per cento dei ricavi delle squadre arrivavano dalle vendite nei giorni della partita.

È più difficile capire cosa succederà con i diritti televisivi. Non sapendo quando, e in quale forma, gli eventi sportivi riprenderanno, le aziende che trasmettono gli eventi stanno prendendo tempo prima di mettere mano al portafogli. Tre di queste – Sky, Dazn e Img – hanno già bloccato 220 milioni di euro destinati alla serie A italiana. La Premier League dovrebbe perdere 910 milioni di euro di diritti televisivi se la stagione non riprenderà, e quasi 350 milioni se dovesse ricominciare, perché le aziende che trasmettono gli eventi avranno perso le loro fasce orarie preferite.

Il numero di nuovi accordi di sponsorizzazione annunciati nei primi tre mesi del 2020 è calato del 26 per cento rispetto all’anno scorso

Gli eventi che verranno comunque organizzati potrebbero non essere all’altezza delle aspettative delle aziende che hanno comprato i diritti di trasmissione. Stefan Kürten, direttore di Eurovision Sport, la sezione sportiva della European Broadcasting Union, ha deciso che sarà la partecipazione degli atleti più famosi a determinare il valore degli eventi che verranno riorganizzati. Di recente hanno chiesto a Nick Kyrgios, stella del tennis australiano, se avrebbe giocato in un torneo del grande slam senza tifosi, e lui ha risposto: “No, al 100 per cento”.

Nonostante queste preoccupazioni, i detentori dei diritti tv si sono gettati sui pochi eventi al mondo che hanno continuato a svolgersi regolarmente. Il baseball taiwanese viene trasmesso su internet con la telecronaca in inglese per gli statunitensi che hanno fame di questo sport. La prima partita del campionato di calcio sudcoreano è stata trasmessa dal vivo dalla Bbc nel Regno Unito. Ma questo nuovo interesse avrà vita troppo breve per permettere a molti campionati più piccoli di trovare un pubblico alternativo.

Gli introiti derivanti da sponsorizzazioni sono più sicuri. Molte aziende stringono accordi pluriennali con squadre e atleti, e sperano che il pubblico da casa compensi la mancanza di tifosi negli impianti. Ma emergono già segni di difficoltà. Il numero di nuovi accordi di sponsorizzazione annunciati nei primi tre mesi del 2020 è calato del 26 per cento rispetto all’anno scorso, sostiene GlobalData, una società di consulenza e analisi dati. La settimana scorsa Gifi, una catena francese di negozi al dettaglio, ha dichiarato che avrebbe smesso di sponsorizzare la Sporting Union Agen, una squadra di rugby francese della massima serie, a causa dei disagi provocati dalla pandemia. La stagione è stata ufficialmente cancellata ad aprile.

Ripresa pericolosa
Se gli eventi sportivi riprenderanno in tempi brevi, le squadre potrebbero trovare nuovi modi di esibire i messaggi degli sponsor, come cartelli virtuali dove normalmente siederebbero i tifosi, sostiene Simon Wardle, responsabile strategico di Octagon, un’agenzia di marketing sportivo. Ma questo lascerebbe comunque spazio per eventuali dispute. Molti pagamenti si basano sulle prestazioni, e le squadre che ottengono risultati scarsi potrebbero sostenere che i risultati a porte chiuse non riflettono il loro potenziale.

Anche gli incontri su campo neutro – proposti per tenere al sicuro i giocatori ed evitare che i tifosi si radunino fuori dagli stadi – potrebbero generare controversie. Gli sponsor potrebbero contestare chi controlla i tabelloni pubblicitari e perfino i nomi degli impianti sportivi.

Le aziende che hanno pagato per dare il loro nome all’impianto di una determinata squadra vorranno la stessa esposizione se le partite verranno disputate altrove. Giocare in stadi vuoti allevierà le preoccupazioni finanziarie più urgenti degli sport principali, ma i loro introiti caleranno comunque in maniera importante. Se non dovessero tornare presto a giocare, i cinque più grossi campionati di calcio europei potrebbero perdere quattro miliardi di euro, l’equivalente di un quarto dei loro introiti per la stagione 2017-2018, spiega Andrea Sartori di Kpmg, un’altra società di consulenze. Se le partite verranno riorganizzate rapidamente e giocate a porte chiuse, le perdite potrebbero essere più vicine al cinque-otto per cento. Per molti sport che già hanno un margine di guadagno ridotto, come il rugby, simili perdite potrebbero comunque essere devastanti.

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Ma cosa succederà sul campo da gioco? Molto probabilmente una ripresa affrettata sarebbe dannosa per i giocatori. Nel 2011 l’Nfl, la lega di football americano, si fermò per 18 mesi a causa di un contenzioso economico tra giocatori e proprietari delle squadre. Alcuni studi hanno poi scoperto che, quando le partite sono ricominciate con appena pochi giorni per allenarsi, il tasso d’infortuni è stato molto più alto che nelle precedenti stagioni.

Le prestazioni dei calciatori saranno inoltre influenzate dall’assenza di tifosi. Giocare in casa, con uno stadio pieno che ti sostiene e insulta arbitri e avversari, è un vantaggio. Anche senza spettatori, il terreno di gioco familiare e perfino gli spogliatoi aiutano le squadre di casa a giocare ai loro livelli migliori, ha spiegato a Sky Sport Dan Ashworth il direttore tecnico del Brighton, una squadra di calcio inglese. Non stupisce che le squadre di Premier League con una peggiore posizione di classifica abbiano contestato l’idea di finire la stagione giocando in campo neutro.

Storicamente, per lo Schalke le trasferte a Dortmund non sono mai state facili. Nel 1969 un cane poliziotto chiamato Rex morse al sedere un calciatore della squadra ospite (per onestà nei confronti dell’agente che teneva Rex al guinzaglio, va detto che stava cercando di fermare un’invasione di campo). Ma di recente ha fatto alcune buone prestazioni. Nel 2017, dopo essere stata in svantaggio 4-0, ha strappato un pareggio 4-4. Questo sabato i giocatori dello Schalke non hanno dovuto preoccuparsi della gelbe Wand, il muro giallo, ma hanno perso 4 a 0.

(Traduzione di Federico Ferrone)