08 ottobre 2020 14:44
  • La pandemia di covid-19 potrebbe far precipitare 150 milioni di persone in condizioni di estrema povertà, scrive Le Monde. Secondo uno studio della Banca mondiale, pubblicato il 7 ottobre, “molti paesi stanno registrando un calo del reddito da lavoro in una misura vista raramente”. Per la prima volta in quasi un quarto di secolo, la povertà estrema aumenterà in tutto il mondo. Secondo lo studio, la crisi del covid-19 porterà, entro la fine del 2021, fino a 150 milioni di persone al di sotto della soglia di estrema povertà, fissata a un dollaro e 90 centesimi (1,61 euro) al giorno. Una condizione che toccherà tra il 9,1 e il 9,4 per cento della popolazione mondiale nel 2020.
  • Donald Trump ha detto al personale sanitario che lo segue alla Casa Bianca di sentirsi “alla grande”, mentre il suo medico personale dice che è privo di sintomi e non ha chiesto ossigeno supplementare. Alla Casa Bianca sono stati disposti nuovi protocolli di sicurezza per il personale, comprese mascherine chirurgiche e visiere per riparare gli occhi. In un video registrato fuori della sua residenza, il presidente degli Stati Uniti ha definito la sua infezione da coronavirus “una benedizione di Dio” e ha descritto il farmaco terapeutico non approvato che gli è stato somministrato come una cura miracolosa, impegnandosi a fornirlo gratuitamente agli americani (senza specificare ulteriori dettagli). Nel frattempo il principale esperto statunitense di malattie infettive, Anthony Fauci, ha detto che la recente ondata di infezioni alla Casa Bianca poteva essere evitata. Questo virus è realtà, continua a ripetere lo scienziato, “non è una bufala”.
  • A duecentoventicinque giorni dal primo contagio nel paese, a São Paulo, la pandemia di covid-19 ha superato i cinque milioni di casi in Brasile. Precisamente, secondo il bollettino ufficiale delle 20 del 7 ottobre, il paese ha 5.002.357 contagiati e 148.304 vittime. Ma uno studio indipendente, riportato da O Globo, spiega che il covid-19 potrebbe aver raggiunto già 30 milioni di persone. Nonostante le differenze nei calcoli e il problema della sottostima dei casi, in Brasile sono quasi tutti d’accordo sul fatto il contagio stia cambiando volto: il decorso della malattia spesso è meno grave, in parte anche perché medici e operatori sanitari ora sanno affrontarla meglio. Christovam Barcellos, coordinatore del gruppo di monitoraggio covid di Fiocruz, stima che in Brasile la curva dei casi sia molto più lenta di quella dei paesi europei: “La trasmissione continua, siamo ancora in un periodo critico della pandemia. Non siamo nella seconda ondata ma ancora nella prima, che si è verificata in modo ampio”.
  • Secondo i dati raccolti dalla Johns Hopkins University, il mondo ha superato i 36 milioni di casi di covid-19. Le vittime sono un milione e 56mila. L’Europa, tra i maggiori focolai di questo periodo, si avvia sempre più verso una nuova stagione di chiusure e confinamenti mirati. La Francia, nonostante le misure prese, ha registrato più di 18mila nuovi casi in ventiquattro ore, tanto che il presidente Emmanuel Macron valuta ulteriori restrizioni. Mentre il Regno Unito segnala 14mila nuovi casi in un giorno, in Scozia, pub, bar e ristoranti dovranno restare chiusi dal 9 ottobre per i successivi sedici giorni, con l’Inghilterra che valuta se inserire le stesse restrizioni da lunedì 12. Anche il Belgio ha deciso che bar, caffè e locali devono chiudere, ma il blocco, iniziato l’8 ottobre, durerà un mese.
  • A New Delhi, in India, non saranno più affissi manifesti sulle case di chi ha contratto il nuovo coronavirus per segnalare la presenza di persone in quarantena. Lo ha deciso l’amministrazione della capitale per incoraggiare le persone a sottoporsi ai test per il virus e a farsi monitorare dalle autorità sanitarie in caso di positività. I cittadini non si sottoponevano più ai controlli per paura dello stigma sociale causato dai manifesti, rendendo difficile il tracciamento e il contenimento dei contagi. Nella capitale il numero di casi positivi è in calo da otto giorni, nelle ultime 24 ore ne sono stati segnalati 2.871 e i morti sono stati 35. In India la diffusione del virus sta rallentando e da due settimane i pazienti guariti superano i nuovi contagi. Ma i numeri sono ancora troppo alti e l’allentamento delle misure, come la riapertura delle scuole, potrebbe causare un nuovo aumento dei casi.