Gabriele Crescente

È l’editor di Europa di Internazionale. Su Twitter: @crescenteg

Le aziende petrolifere hanno speso 251 milioni di euro in attività di lobbying a Bruxelles

Secondo un nuovo rapporto i lobbisti dell’industria dei combustibili fossili hanno avuto un ruolo determinante nel limitare l’azione dell’Unione europea contro il cambiamento climatico Leggi

Metà degli alberi europei rischia l’estinzione

È la preoccupante conclusione dell’ultimo rapporto dell’Unione internazionale per la conservazione della natura. Tra le specie minacciate ci sono anche alberi familiari come l’ippocastano. Leggi

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Cinque cose che il governo Conte può fare subito per l’ambiente e il clima

L’ambiente è uno dei pochi temi su cui M5s e Pd sembrano d’accordo. Dallo spegnimento delle centrali a carbone alla messa al bando dei pesticidi, le cose che il nuovo esecutivo può cominciare a fare. Leggi

In Spagna la sinistra ha sprecato un’opportunità

Il 25 luglio il parlamento ha bocciato il tentativo del premier socialista Pedro Sánchez di farsi riconfermare. Un’occasione mancata che il paese potrebbe rimpiangere amaramente. Leggi

Lisbona

Il ritratto della città attraverso la stampa portoghese e internazionale. Il nuovo numero degli speciali di Internazionale, in edicola dal 2 luglio. Leggi

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Con la sconfitta di Pedro Sánchez la Spagna ha perso un’occasione

Il 13 febbraio il parlamento spagnolo ha bocciato la legge di bilancio, aprendo una crisi di governo da cui gli indipendentisti catalani sperano di trarre nuova forza. Leggi

In Spagna l’estrema destra è uscita dall’ombra

Molti avevano detto che sarebbe stata l’estrema destra ad approfittare dello scontro fra Madrid e gli indipendentisti catalani. Quella previsione si è avverata. Leggi

Il contrappasso di Rajoy

È il primo presidente del governo nella storia di Spagna a essere sfiduciato dal parlamento. Intanto, a Barcellona i suoi avversari hanno ripreso possesso del palazzo da cui li aveva cacciati. Leggi

Cosa farà la Turchia in Siria dopo Afrin

La conquista dell’enclave curda ha rafforzato politicamente Erdoğan e gli permette di consolidare la sua sfera d’influenza nella regione. È improbabile che Ankara faccia marcia indietro. Leggi

Perché l’Italia non alza la voce con Erdoğan

La Turchia resta uno dei mercati più importanti per l’industria bellica italiana e Ankara è un partner cruciale nella costruzione del gasdotto Tap. Leggi

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Cosa succederà dopo le elezioni in Catalogna

Il 21 dicembre i catalani votano per rinnovare il parlamento regionale, sciolto dal governo spagnolo. La decisione del premier spagnolo era sembrata una mossa intelligente, ma qualcosa non ha funzionato. Leggi

In Catalogna è scattata l’opzione nucleare

Alla fine la rottura è arrivata. Il parlamento catalano ha dichiarato la nascita di uno stato indipendente in forma di repubblica. Leggi

Il dialogo tra Russia e Turchia può cambiare il conflitto siriano

Il 9 agosto, quando il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha incontrato Vladimir Putin a San Pietroburgo mettendo ufficialmente fine alla crisi diplomatica provocata a novembre dall’abbattimento di un aereo militare russo alla frontiera tra Turchia e Siria, gli analisti si sono divisi sulle conseguenze che questo clamoroso sviluppo avrebbe avuto sul conflitto siriano. Leggi

Perché Al Qaeda vuole creare un emirato in Siria

La notizia era stata data da Charles Lister su Foreign Policy all’inizio di maggio in un articolo che aveva suscitato una certa attenzione tra gli analisti mediorientali. Ora il New York Times sembra confermarla: la leadership di Al Qaeda avrebbe deciso di creare un emirato in Siria attraverso la sua filiale locale, il Fronte al nusra. Leggi

La spartizione della Siria è già cominciata

L’annuncio che l’opposizione siriana rappresentata dall’Alto comitato per i negoziati parteciperà, alla ripresa, alle trattative di Ginevra il 14 marzo è un altro segnale che il processo di pace in Siria potrebbe essersi finalmente sbloccato. Ma la prova più convincente è che la corsa per occupare il territorio del gruppo Stato islamico è già cominciata. Leggi

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Berta Cáceres è l’ultima vittima del business dello sviluppo

Mentre la visita di Obama a Cuba e la firma degli accordi di pace in Colombia sembrano rappresentare la fine degli strascichi della guerra fredda, si potrebbe pensare che l’America Latina sia ormai un continente pacificato e avviato verso lo sviluppo, e che la violenza sia limitata alle guerre tra bande criminali. Ma l’omicidio di Berta Cáceres dimostra che la violenza politica non è affatto scomparsa. Leggi

Con l’abbattimento dell’aereo russo la Turchia mette l’occidente davanti a un bivio

La guerra in Siria ha appena superato quella che molti analisti consideravano la soglia critica: per la prima volta due delle potenze straniere coinvolte nel conflitto si sono scontrate direttamente. Leggi

L’attentato contro l’aereo russo potrebbe influenzare i negoziati sulla Siria

Se a far precipitare il volo Kogalymavia 9268 è stata davvero una bomba, gli obiettivi degli attentatori potrebbero andare al di là dello scontro tra l’Egitto e i jihadisti nel Sinai e riguardare il braccio di ferro diplomatico in corso sul conflitto siriano. Leggi

Il gioco pericoloso dell’Europa in Siria

Molto probabilmente il segretario della Nato Jens Stoltenberg ha ragione nel sostenere che le violazioni dello spazio aereo turco compiute da aerei militari russi partiti dalla Siria non sono state accidentali, come le ha definite Mosca. Stoltenberg ha dichiarato che la Russia non ha fornito “nessuna vera spiegazione” per gli incidenti, ma non ci vuole molta immaginazione per trovarne una. Leggi

L’intervento di Mosca impone una svolta nella crisi siriana

L’assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà a New York alla fine di settembre potrebbe essere l’ennesima occasione per lanciare inutili proposte e appelli per risolvere il conflitto in Siria, come avviene regolarmente da più di quattro anni. Ma alcuni segnali suggeriscono che stavolta potrebbe succedere qualcosa di più interessante. Leggi

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