Una buona partita a flipper può farti vivere un’avventura in un altro luogo e in un altro tempo.

Hai mai giocato a flipper? Le regole sono semplici: si usa un pistoncino a molla per lanciare una pallina nel campo da gioco, poi si premono i pulsanti per azionare le alette, indirizzare i colpi e fare più punti possibile. Quando la pallina finisce in buca, il turno è concluso.

In California il Pacific pinball museum ospita più di cento flipper restaurati, dai modelli degli anni quaranta fino a quelli contemporanei. Ogni anno accoglie migliaia di visitatori. La parola museo potrebbe far pensare che il flipper sia un gioco del passato, ma non è così. Se ci fai caso, è ancora ovunque.
Ogni tanto compare nelle serie tv, nei film e nelle pubblicità. Negli Stati Uniti il flipper fa parte della cultura nazionale da più di un secolo. E secondo fan e costruttori, continuerà a esistere anche in futuro.

Come fanno i progettisti di flipper a creare giochi così coinvolgenti che fanno venire voglia di continuare a giocare? Trovare l’equilibrio giusto è un’arte. I flipper di oggi devono essere difficili, ma non tanto da scoraggiare chi gioca. “Serve un gioco con fluidità e consequenzialità”, dice Roger Sharpe, progettista, giocatore ed esperto di flipper.

Ogni partita segue un sistema di regole che determina cosa succede e quando. Per esempio: se la pallina colpisce un bersaglio tre volte di fila mentre una luce lampeggia, allora si attiva un evento. Il compito di chi gioca è capire quali colpi mettere a segno. Raggiunto l’obiettivo, si ottengono punti, un turno extra o qualche effetto speciale sul campo.

Navi pirata in arrivo
Quando si ottengono una o più palline extra da giocare contemporaneamente – una situazione chiamata multiball – la partita diventa ancora più coinvolgente. “Ogni pallina in più aggiunge variabili al gioco”, spiega Michael Schiess, il fondatore del Pacific pinball museum.

Internazionale Kids 71, copertina di Alice Des

Significa che ogni secondo in cui la pallina è in movimento può succedere di tutto: navi pirata che affondano, canestri da centrare, castelli che esplodono, telefoni che squillano, treni che si muovono, troll che spuntano dal nulla, distributori che lanciano palline e perfino sfere che levitano magicamente. Nei flipper c’è tutto questo e molto di più. In un gioco ben progettato ogni partita è diversa. Aggiungi musica vivace, effetti speciali, frammenti video, grafiche colorate e l’emozione di completare una missione o risolvere un enigma: il risultato è un gioco in cui è difficile smettere.

Prevedere il movimento
La prossima volta che ti trovi davanti al flipper The Avengers, da solo di fronte alla macchina, niente panico. Prova invece a giocare con la fisica, come faceva Isaac Newton nel settecento. Le sue leggi della dinamica possono aiutarti a prevedere il movimento della pallina.

Legge 1: un oggetto in movimento continuerà a muoversi e uno fermo resterà tale, a meno che una forza non agisca su di esso. Per iniziare una partita a flipper devi lanciare la pallina con il pistoncino: in genere finirà nella parte alta del campo da gioco. Durante la partita noterai l’effetto della frizione – causata dalla pallina che rotola – e della gravità, dato che il piano è leggermente inclinato. Entrambe influenzano la velocità della pallina, rallentandola o accelerandola.

Legge 2: forza = massa × accelerazione. È semplice: dato che la massa della pallina è costante, più forza applichi con le alette o con il pistoncino, più la pallina sarà veloce. Ma attenzione: la velocità non sempre è un vantaggio. Prova a eseguire lo stesso colpo con più o meno forza e osserva cosa cambia.

Legge 3: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Osserva come la pallina interagisce con gli oggetti sul campo. Se colpisce un elemento fisso, rimbalza con una velocità simile. Se invece l’impatto avviene con un oggetto che reagisce con forza, la pallina accelera. Nei momenti di multiball tutto si complica: le palline non rimbalzano solo sugli elementi del flipper, ma anche tra loro.

Legge 4: esercita la mira. Scherzo: questa Newton non l’ha formulata. Ma è vera. Più giochi, più prendi sicurezza e migliori la precisione. Con il tempo saprai istintivamente dove andrà la pallina, come indirizzarla e quanta forza usare per caricare il pistoncino. “Occhi sulla pallina e concentrati”, dice Sharpe. “Niente frustrazione: divertiti!”.

E il futuro?
Le origini del flipper risalgono al settecento, quando era fatto di perni metallici montati su una tavola di legno. Nel tempo si sono aggiunti il pistoncino, le gambe, l’elettricità, le luci, i suoni, la testata segnapunti e infine le alette. Secondo Sharpe, il flipper durerà ancora per molto: “Finché ci sarà qualcuno capace di creare un’esperienza tattile e sensoriale come questa, il flipper continuerà a esistere”.

Come il ping pong o il biliardino, il flipper ha un fascino fisico e coinvolgente che manca ai giochi virtuali. Si gioca in tempo reale, obbedisce alle leggi della fisica e non si ripete mai: ogni partita è diversa. Una buona partita può farti vivere un’avventura in un altro luogo e in un altro tempo. Dai, giochiamo!

Questo articolo è uscito nel numero 71 (agosto 2025) di Internazionale Kids, il mensile di Internazionale per bambine e bambini.

È la traduzione di un articolo pubblicato negli Stati Uniti sulla rivista Muse con il titolo “Pinball!”. La rivista è pubblicata a Chicago dal gruppo editoriale Cricket Media ed è rivolta a bambine e bambini dai 9 ai 14 anni.

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