21 agosto 2020 13:19

L’impatto sanitario ed economico del covid-19 è stato immenso e ha toccato le vite di tutti. Un mercato che invece è rimasto al riparo è quello delle droghe illegali. Anzi, in alcuni paesi il settore è in espansione, grazie anche alla grande capacità di adattamento di questo tipo di commercio.

Sono le conclusioni di Europol, l’agenzia di polizia dell’Unione europea, a partire da uno studio sui dati degli ultimi anni. Il rapporto sui mercati della droga dell’Ue nel 2019 è stato pubblicato in collaborazione con l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) il 29 maggio. I dati presi in esame si riferiscono al periodo precedente la pandemia e il lockdown, ma anche le tendenze osservate durante il confinamento obbligatorio. Secondo il direttore dell’Emcdda, Alexis Goosdeel, “il commercio online e l’espansione dei sistemi di comunicazione criptata hanno dato filo da torcere alle forze dell’ordine. È probabile che nel settore dello spaccio di droga la concorrenza e la violenza aumenteranno”.

Il rapporto riassume le informazioni fornite dalle autorità degli stati dell’Unione, con l’aggiunta dei dati di Europol. Il lockdown inizialmente ha colto di sorpresa i protagonisti del mercato della droga, in particolare quelli impegnati nello spaccio: il confinamento, infatti, ha intralciato le normali consegne. Questo temporaneo problema ha portato a un aumento dei prezzi, poiché alcune droghe su certi mercati sono diventate più costose. Ma poiché il trasporto delle merci legali non è stato fermato, i trafficanti ne hanno approfittato per spostare grandi quantità di prodotti da un paese all’altro.

È stato notato un nuovo interesse per gli investimenti in oggetti d’arte, un settore usato per riciclare denaro

I pagamenti in contanti di droga hanno ceduto il passo al trasferimento di denaro elettronico. Questa tendenza è stata così efficace che secondo gli esperti persisterà anche dopo la pandemia. Nell’Ue le norme antiriciclaggio stanno diventando sempre più rigorose, ma non è ancora chiaro come riusciranno a ostacolare il crimine organizzato.

Anche i progetti edili sono in fase di stallo a causa del lockdown, ed è una brutta notizia per i criminali, che abitualmente riciclano grandi quantità di denaro nel settore immobiliare. Lo stesso vale per ristoranti, casinò e centri estetici. Con il rallentamento delle restrizioni e la ripresa economica, ci si aspetta che tornino alle loro attività in questi settori. È stato però notato un nuovo interesse per gli investimenti in oggetti d’arte, un altro settore usato per nascondere ricchezze e riciclare denaro, e che ha il vantaggio di non avere prezzi fissi.

In alcuni paesi è stata registrata penuria di alcune droghe, in particolare cannabis ed eroina. Questo ha causato un aumento dei prezzi, e sembra che una parte dei consumatori sia stata spinta verso droghe alternative. Nel breve termine c’è stata una minore domanda di droghe sintetiche, soprattutto mdma (ecstasy), poiché i locali notturni sono stati chiusi e i festival sono stati cancellati. Allo stesso tempo, il prezzo al dettaglio dell’amfetamina e dell’mdma è aumentato in diversi paesi. Intanto la produzione di droghe sintetiche non si è fermata durante la pandemia nei principali siti di produzione europei, in Belgio e nei Paesi Bassi, come confermato da blitz e sequestri.

Il porto belga della cocaina
Il traffico europeo di cocaina, concentrato nel porto di Anversa, presenta un quadro interessante. Le autorità belghe hanno sequestrato più spedizioni nei primi tre mesi del 2020 (ovvero, ben prima che scoppiasse la pandemia in Europa) che nello stesso periodo del 2019. Il trasporto marittimo è rimasto per lo più ininterrotto anche durante le restrizioni, cosicché il commercio di cocaina (tra gli altri) è stato principalmente ostacolato da problemi di distribuzione per via terrestre. Alcuni paesi produttori non hanno fatto partire nessuna spedizione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Tra quelli che non hanno interrotto le spedizioni, l’Ecuador ha registrato il maggior incremento: 7,1 tonnellate di merce in container nei primi tre mesi del 2020 rispetto alle 1,7 tonnellate del 2019. Molte spedizioni non sono partite perché le autorità le hanno sequestrate nel porto di partenza. I dati dei servizi colombiani antinarcotici riferiscono della scoperta di 1,5 tonnellate di cocaina che avrebbero dovuto essere introdotte in Europa via mare tra il 1 gennaio e il 16 maggio. La maggior parte, ovvero 1,1 tonnellate, doveva passare per Anversa.

Si ritiene che il confinamento sanitario abbia fatto diminuire la criminalità in Europa. Tuttavia, secondo le forze dell’ordine in Danimarca, Finlandia, Francia e Svezia, la violenza legata alla droga e alle gang sembra essere peggiorata.

Incontri segreti
Per facilitare la distribuzione è stato fatto un maggior uso di luoghi segreti concordati per le consegne (i cosiddetti dead drops). Per il pagamento si ricorre spesso a criptovalute e ai canali di comunicazione criptati come Telegram, Wickr o Signal. Questo metodo è da tempo utilizzato per la distribuzione in Russia e in alcuni paesi dell’Europa orientale come la Moldavia e l’Ucraina. In alcuni paesi europei, tra cui Estonia, Belgio o Regno Unito, questi metodi hanno registrato un aumento.

La vendita di cannabis online è aumentata del 27 per cento nei primi tre mesi del 2020, secondo la sintesi del rapporto dell’Emcdda. I proventi contabilizzati sono diminuiti del 17 per cento, il che implica che le transazioni più piccole sono aumentate a scapito di quelle più consistenti (questi dati sono precedenti alle restrizioni).

Diverse unità di ricerca stanno monitorando e analizzando la cosiddetta dark net, un’area del web accessibile solo con software specializzati. I ricercatori si affidano a bot che raccolgono e trattano sistematicamente i dati, che comprendono i feedback dei compratori e le informazioni sul processo di vendita al dettaglio, le quantità e i prezzi. Secondo l’Europol, il covid-19 ha dato l’opportunità alle agenzie dell’Ue, alle autorità internazionali e agli ambienti scientifici di condurre più attività di ricerca congiunta di questo tipo.

L’ingegnosità dei criminali ha prodotto alcuni risultati interessanti. Gli spacciatori hanno adattato i loro metodi al lockdown. Diversi rapporti riferiscono di trafficanti che si spostano con documenti falsi, camion camuffati, uniformi e giubbotti griffati, mentre trasportano droga invece che il cibo indicato sui loro documenti di viaggio.

In un caso una spedizione mastodontica è stata intercettata dalla polizia olandese. Non è stato fatto il nome del destinatario, in quanto potrebbe essere estraneo al mondo della droga. In un altro caso, nel Regno Unito, in aprile, sono stati nascosti 14 chili di cocaina in un carico di mascherine.

Dalla cannabis alle sostanze sintetiche
Sembra che la produzione di cannabis non sia stata molto colpita dalla pandemia e che i siti di produzione esistenti prima del confinamento abbiano continuato a operare. Alcuni prevedono che nei Balcani occidentali sorgeranno nuovi siti di produzione di cannabis, in quanto la polizia si concentrerà sulle misure di controllo sanitario piuttosto che sulla produzione di cannabis. La chiusura delle frontiere interne dell’Ue ha ridotto la disponibilità di resina di cannabis in alcune zone, portando a un significativo aumento dei prezzi e al passaggio a nuove rotte marittime.

La produzione di eroina è rimasta in qualche modo inalterata dalla pandemia, ma non c’è da stupirsi data la tempistica della raccolta del papavero da oppio. Gli esperti ritengono che il mercato abbia subìto una lieve flessione, con l’aumento dei prezzi in alcuni paesi.

Nel caso della cocaina, e nonostante l’inalterato commercio marittimo, il numero di trafficanti che utilizzano il trasporto aereo è diminuito drasticamente. In alcuni paesi i ricercatori hanno osservato un aumento dei prezzi della cocaina e un deterioramento della qualità, indicando problemi nell’approvvigionamento locale.

In base ai dati del primo trimestre (cioè in parte prima della pandemia) sono stati effettuati sequestri record di cocaina, eppure nulla fa pensare che il covid-19 abbia avuto ripercussioni negative sul mercato. Il Belgio è il principale luogo di indagine, ma questo naturalmente è correlato alla quantità di spedizioni sequestrate nel porto di Anversa.

Il mercato delle droghe sintetiche (che comprende anfetamina, mdma e metamfetamina) è diminuito significativamente a causa della cancellazione di grandi eventi musicali e della chiusura dei locali notturni. Un dato che rimarrà invariato in molti paesi nei prossimi mesi, e avrà un forte impatto sul settore del mercato illegale della droga, nonostante i siti di produzione belgi e olandesi siano ancora operativi. Europol avverte che l’importazione di droghe dalla Cina diventerà sempre più difficile e che i produttori potrebbero ricorrere a prodotti chimici alternativi.

Niente lockdown per la malavita
In un sondaggio condotto tra il 7 e il 27 aprile l’Emcdda ha chiesto agli stati dell’Ue e alla Norvegia di condividere le loro esperienze e di rispondere alle domande sui prezzi e sulla disponibilità delle droghe. Siccome l’Ungheria è stata poco coinvolta dal confinamento sanitario, il mercato della droga locale ha subìto pochi cambiamenti. Per quanto riguarda i prezzi, gli aumenti più significativi sono stati registrati in Francia e Norvegia. Anche Cipro, Danimarca e Spagna hanno registrato aumenti. L’accesso alle droghe è diventato molto più difficile in Bulgaria, Francia, Spagna e Norvegia, con minori interruzioni di approvvigionamento in Lituania e Croazia. In Ungheria e Repubblica Ceca il mercato della droga non è stato molto influenzato dal lockdown, in termini sia di prezzi sia di accesso.

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Il rapporto di Europol stabilisce che lo spaccio di droga è ancora il più grande mercato illegale d’Europa. I gruppi criminali organizzati sono ben preparati e usano diverse strutture di lavoro, compresi clan, gruppi etnici e un’ampia rete di contatti. Le operazioni sono svolte da gruppi discreti, e la collaborazione è spesso limitata a singoli progetti di smercio. La polizia è particolarmente interessata ai broker, che stabiliscono reti, fanno da mediatori e riuniscono gruppi per realizzare azioni congiunte. Possono anche lavorare per conto del cliente finale, e in alcuni casi sono stati responsabili di omicidi su commissione.

In generale, la criminalità organizzata è caratterizzata dalla violenza. In Svezia, per esempio, il numero di sparatorie è aumentato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e tendenze simili si sono registrate anche nei Paesi Bassi. Anche perché gli inquirenti notano che l’accesso alle armi da fuoco durante il lockdown non è stato un problema per la criminalità organizzata.

(Traduzione di Luca Zinfollino)

Questo articolo è pubblicato in collaborazione con lo European data journalism network. L’originale è apparso sul blog ungherese EUrológus.