Una riproduzione di Ötzi esposta nel museo archeologico dell’Alto Adige, Bolzano, 2011. (Foto-dpi.com/Museo archeologico dell'Alto Adige)

Chi vuole mettere le mani su Bolzano 

Una riproduzione di Ötzi esposta nel museo archeologico dell’Alto Adige, Bolzano, 2011. (Foto-dpi.com/Museo archeologico dell'Alto Adige)
18 febbraio 2019 14:02

Il trasloco di un cadavere di solito non fa notizia. Specialmente se si tratta di quello di una persona sconosciuta e morta migliaia di anni fa. Tuttavia, l’uomo del Similaun – meglio conosciuto come Ötzi – è un’eccezione. Vissuto più di cinquemila anni fa, ritrovato il 19 settembre 1991 nelle alte quote della Val Senales e custodito con i suoi vestiti e i suoi strumenti al museo archeologico di Bolzano, ora è costretto a traslocare, e in città il suo spostamento sta facendo discutere parecchio.

Il museo che lo ospita si sta rivelando sempre più inadeguato ad accogliere la massa dei visitatori. Dal 1998 a oggi più di cinque milioni di persone da tutto il mondo sono venute a Bolzano e hanno voluto vedere la famosa mummia, e il numero è in crescita. Nei quasi trent’anni da quando è stata rinvenuta è stata oggetto di un’infinità di libri e pubblicazioni scientifiche, di film e di romanzi.

Oggi i visitatori del museo, nato nell’ex sede della banca nazionale austriaca, sono circa trecentomila all’anno. Se si vuole avere un metro di misura dell’importanza di questo reperto per la città, basti pensare che il biglietto costa nove euro. Sopratutto nei giorni di pioggia tanti turisti lasciano le vallate circostanti per fare una passeggiata a Bolzano – con visita obbligatoria a Ötzi. E spesso sono costretti a mettersi in fila sotto agli ombrelli. Al museo non c’è spazio neanche per una caffetteria.

Il nuovo progetto
Così la provincia autonoma ha deciso di cambiare sede, e ha incaricato una commissione di tecnici di individuare uno spazio idoneo. L’idea è quello di un polo che ospiterebbe in un unico edificio il museo archeologico, quello di scienze naturali e quello civico. Per realizzarlo servono più di diecimila metri quadrati: uno spazio arduo da trovare nel centro storico di Bolzano, dove i prezzi sono altissimi e molti edifici sono sotto tutela.

I commercianti sono già in agitazione. L’unione commercio, turismo e servizi ha messo subito le mani avanti : “Da sempre Ötzi ha rappresentato un eccezionale punto di attrazione per il centro storico. Spostare questo magnete fuori città sarebbe una decisione contraria a uno sviluppo a lungo termine del centro urbano. Per Bolzano Ötzi è uno dei punti di attrazione più importanti, se non il maggiore in assoluto”. Tuttavia, tanti abitanti sopportano con fastidio il fiume di turisti nei vicoli stretti del centro.

La fila per entrare nel museo, Bolzano, 2011. (M. Prast, Museo archeologico dell'Alto Adige)

Ora è la proposta di un investitore austriaco a provocare nuove polemiche e a dividere gli animi. René Benko, che a Bolzano possiede parecchi terreni e immobili, vuole trasferire Ötzi sul Virgolo, una collina abbandonata che sovrasta la città – finora una zona fatiscente dove si trovano anche i resti di un albergo crollato tanto tempo fa. È un’area comprata anni addietro per sei milioni di euro.

Benko e il suo socio bolzanino Heinz Peter Hager hanno presentato un progetto futuristico, realizzato dallo studio norvegese di architettura Snøhetta, che tra le altre cose ha realizzato anche il teatro dell’opera di Oslo.

Il piano prevede la costruzione di un polo museale di dodicimila metri quadrati con un ristorante e un’arena per concerti. Una funivia dovrebbe collegarlo al centro di Bolzano in appena due minuti.

Le polemiche
C’è abbastanza materiale per polemiche e dibattiti accesi. Lo stesso Benko, nato 42 anni fa a Innsbruck, è un personaggio molto discusso. È uno degli uomini più ricchi in Austria, ha acquistato la maggioranza dei due quotidiani popolari del paese – Krone e Kurier – e di recente ha fuso le due maggiori catene di grandi magazzini in Germania, creando un’unica azienda che impiega 32mila lavoratori.

Inoltre, a Bolzano, tra il duomo gotico e la stazione, in queste settimane cominciano i lavori per costruire un intero quartiere, e dietro l’opera c’è sempre lui, Benko. Il complesso WaltherPark – progettato dall’architetto britannico David Chipperfield – comprende un centro commerciale, un albergo, 150 appartamenti, uffici e 850 parcheggi.

Visitatori del museo, Bolzano, 2011. (Museo archeologico dell'Alto Adige)

I commercianti del centro – che a Bolzano sono chiamati “re dei portici” – si sono ribellati contro il centro commerciale. Tuttavia, dopo lunghi contrasti, in un referendum del 2016 il progetto è stato approvato dalla maggioranza dei votanti.

Uno degli oppositori più tenaci del milionario austriaco è l’imprenditore Michl Ebner. Proprietario dei quotidiani Dolomiten e Alto Adige, nonché presidente della camera di commercio, ha offerto tremila metri quadrati vicini a dove si trova il museo archeologico per trasferirvi gli uffici e l’archivio. Ma fermare uno come Benko sembra una pia illusione.

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Recentemente, Benko insieme ad altri due imprenditori ha lanciato un’offerta per l’aeroporto di Bolzano. Nel 2016 un referendum fortemente voluto dai Verdi altoatesini aveva bocciato la proposta di rilancio della struttura. Il 70 per cento dei votanti aveva detto no a maggiori investimenti da parte della provincia autonoma. E così la palla è passata ai privati.

Benko e gli altri due imprenditori hanno depositato la loro offerta di acquisto pochi giorni prima della scadenza prevista nel bando di gara della provincia. Di soldi per ora non si parla, ma la proposta dovrà essere superiore ai 3,2 milioni di euro previsti dal bando. Un’altra cosa certa, al momento, è che nei piani di Benko il suo polo museale sarebbe raggiungibile in soli 15 minuti dall’aeroporto. I dettagli saranno annunciati questo pomeriggio in una conferenza stampa.

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