09 febbraio 2021 15:16
  • Dopo una permanenza di quattro settimane (di cui due trascorse in quarantena) a Wuhan, in Cina, il team internazionale dell’Organizzazione mondiale della sanità e le loro controparti cinesi hanno dichiarato in conferenza stampa di non essere in grado, almeno per ora, di indicare le esatte origini della pandemia di covid-19, di ritenere altamente improbabile che il virus sia sfuggito a un laboratorio di ricerca ma di non aver identificato né l’animale che causa la malattia né quello intermedio che l’ha trasmessa agli esseri umani. Il capo delegazione Peter Ben Embarek ha affermato che quest’ultimo aspetto va approfondito meglio. Il capo della delegazione cinese Liang Wannian ha dichiarato che “non ci sono prove sufficienti […] per determinare se il sars-cov-2 si sia diffuso a Wuhan prima del dicembre 2019”.
  • Il governo spagnolo ha annunciato un prolungamento dei controlli alle frontiere (1.200 chilometri) con il Portogallo fino al 1 marzo. I due paesi hanno deciso il 28 gennaio di limitare gli spostamenti tra i loro territori, fatta eccezione per i lavoratori transfrontalieri, il personale sanitario e i conducenti dei tir. In Spagna, ha detto la ministra della sanità Carolina Daris, i ricoveri in terapia intensiva stanno aumentando, la pressione sugli ospedali resta preoccupante e i casi giornalieri ogni centomila persone sono ancora più di 600, anche se c’è stata una flessione rispetto alla fine di gennaio quando erano stati 900 ogni centomila perone. Entrambi i paesi stanno affrontando una terza ondata, in Portogallo tuttavia si assiste a un leggero miglioramento dopo il confinamento nazionale entrato in vigore il 29 gennaio, in seguito a un aumento dei casi e dei decessi, che aveva portato il paese tra i primi al mondo per tasso settimanale di contagi e morti rispetto alla popolazione di dieci milioni di abitanti.
  • I controlli alle frontiere sono permessi in base all’articolo 28 del trattato Schengen che regola gli spostamenti tra i paesi dell’Unione europea e può essere applicato in casi come l’attuale emergenza sanitaria. Attualmente sono sette i paesi dell’Ue che lo stanno usando: Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia, Lituania e Germania.
  • La Grecia e Israele hanno firmato l’8 febbraio un accordo per allentare le restrizioni ai viaggi in Grecia per gli israeliani in possesso di un certificato di vaccinazione al covid-19. Con questa mossa, scrive Ekhatimerini, “Atene spera di ottenere un sostegno alla sua proposta di usare i certificati di vaccinazione per salvare il suo martoriato settore turistico che genera un quinto della ricchezza greca e dà lavoro a una persona su cinque e che nel 2020 è sceso a 4 miliardi di euro d’incassi dai 18 miliardi registrati nel 2019”. I 27 paesi dell’Unione europea continuano a discutere se i certificati debbano essere richiesti per i viaggi transfrontalieri, mentre chi critica l’idea sottolinea il pericolo di creare nuove discriminazioni tra chi può permettersi di viaggiare liberamente e chi no.
  • In Cina le nascite sono diminuite del 15 per cento nel 2020 rispetto all’anno prima, e su dieci milioni di neonati il 52,7 per cento sono maschi e il 47,3 per cento femmine. Il calo, secondo gli osservatori, può essere spiegato con l’impatto della pandemia sull’economia e sulla decisione di avere o meno dei figli. I dati sono stati forniti dal ministero dell’interno, quelli dell’ufficio nazionale di statistica arriveranno alla fine di febbraio.
  • Con la diffusione delle varianti più contagiose del virus è il momento di usare mascherine di migliore qualità, affermano gli esperti, dato che è ormai assodato che il virus si trasmette principalmente per via aerea attraverso le goccioline più grandi o più piccole (aerosol) emesse quando parliamo, starnutiamo, tossiamo e respiriamo. “L’efficacia di una mascherina dipende da due cose: il filtraggio e indossarle correttamente facendole aderire il più possibile al naso e al viso”, dice Linsey Marr, esperta di malattie respiratorie all’università Virginia Tech. I materiali migliori per bloccare l’entrata e l’uscita delle goccioline più fini sono il polipropilene non perforato, cioè non tessuto, come quello usato dalle chirurgiche più filtranti Ffp2 o Kn95, e il cotone a trama fitta e multistrato. Si può anche scegliere di indossarne una sopra l’altra, ma non più di due, per evitare di rendere affannosa la respirazione spingendo l’aria fuori dai bordi della maschera. Le mascherine potrebbero restare nell’uso quotidiano anche in futuro, durante le influenze e i raffreddori stagionali, secondo chi studia da tempo la trasmissione dei virus influenzali, come il professor Donald Milton, dell’università del Maryland.
  • Il 9 febbraio è cominciata la campagna di vaccinazione in Iran, il paese dell’area mediorientale più colpito dalla pandemia, e dove la situazione sanitaria è aggravata dalle sanzioni economiche statunitensi che limitano la capacità di spesa per l’acquisto dei farmaci. Le persone vaccinate hanno ricevuto un modulo blu con l’indicazione del nome del vaccino, il russo Sputnik V, e la data di somministrazione. L’Iran dichiara di aver comprato in totale due milioni di dosi del farmaco russo e oltre a questo, ha detto il ministro della sanità Said Namaki, riceverà in febbraio 4,2 milioni di dosi di quello prodotto da Oxford-AstraZeneca consegnato attraverso il programma Covax dell’Organizzazione mondiale della sanità, che sta tuttora esaminando l’efficacia di questo farmaco. In Iran il covid-19 ha causato dall’inizio della pandemia 58.625 morti su 1.481.396 casi confermati dalle autorità. A gennaio il numero di decessi quotidiani è sceso sotto ai cento per la prima volta in sette mesi. L’Iran ha 80 milioni di abitanti.
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  • In Birmania il colpo di stato militare del 1 febbraio ha causato una brusca diminuzione dei test per il nuovo coronavirus poiché medici e personale sanitario hanno aderito al movimento di disobbedienza civile contro il golpe. L’8 febbraio ne sono stati eseguiti 1.987 contro i 17mila del giorno prima. La Birmania dall’inizio della pandemia ha registrato 141mila casi e più di 31mila decessi.
  • La popolazione non bianca nel Regno Unito corre un rischio più alto di contrarre e morire a causa del covid-19 rispetto alla sua controparte bianca. Secondo una nuova analisi, diretta dal dottor Nazrul Islam per il dipartimento di salute della popolazione Nuffield all’università di Oxford, tra la prima (gennaio-agosto) e la seconda ondata (settembre-dicembre) della pandemia nel 2020, i tassi di mortalità nelle comunità nere e caraibiche sono migliorati, ma hanno continuato a rimanere alti tra quelle di origine bangladese e pachistana, in cui è maggiore la forza lavoro tra tassisti, fattorini, negozianti e che vivono in zone più poveri e sovraffollate. L’analisi, che deve ancora essere sottoposta a revisione paritaria o pubblicata su una rivista medica, suggerisce che mentre i messaggi di prevenzione diretti ai diversi gruppi di popolazione hanno avuto un impatto positivo su alcune comunità, altri hanno bisogno di essere raggiunti con sforzi di comunicazione più mirati. Lo studio ha analizzato i dati dell’Ufficio per le statistiche nazionali (Ons) e dei medici di famiglia per circa 29 milioni di persone di età superiore ai trent’anni, prendendo in considerazione fattori quali età, geografia, caratteristiche sociodemografiche (usando i dati del censimento del 2011) e condizioni di salute prepandemiche.