Ventotto giornalisti raccontano la campagna elettorale nel proprio paese in vista delle elezioni europee del 26-29 maggio 2019. La serie è realizzata in collaborazione con VoxEurop.

Il primo ministro portoghese António Costa, l’uomo a cui oggi si ispira lo spagnolo Pedro Sánchez e che nel 2015 è riuscito a formare un governo socialista con l’appoggio parlamentare della sinistra, dei comunisti e del Bloco de Esquerda (partito gemello di Podemos), ha affrontato la campagna elettorale per le europee con diverse preoccupazioni.

Nonostante negli ultimi anni i sondaggi abbiano sempre indicato i socialisti come favoriti, con l’avvicinarsi della scadenza elettorale le possibilità di vittoria del Partito socialista portoghese (Ps) sono sembrate in calo. Alcuni sondaggi hanno addirittura previsto un pareggio tra il Ps e il Psd, formazione politica che fa parte del Partito popolare europeo e al governo fino al 2015.

Tra le cause della rimonta del Psd c’è sicuramente la presenza come capolista alle europee di Paulo Rangel, politico agguerrito ed esperto. Ma non è tutto. Il 2018 è stato un anno difficile per il governo, con scioperi e manifestazioni organizzate da quasi tutte le categorie professionali.

Come se non bastasse, poco prima dell’avvio della campagna elettorale è esploso “lo scandalo delle famiglie”, con la rivelazione della presenza di molti parenti di esponenti del governo e deputati socialisti negli uffici governativi. All’inizio di aprile la vicenda ha portato alle dimissioni un sottosegretario all’ambiente che ha nominato come collaboratore un suo cugino.

L’immagine dei socialisti è stata compromessa dai sospetti di nepotismo, e il capolista del Ps, l’ex ministro delle infrastrutture Pedro Marques, ha mostrato una capacità politica inferiore a quella del candidato del Psd. La campagna per le europee, insomma, si è avviata piuttosto male per i socialisti.

La situazione è cambiata improvvisamente il 2 maggio quando tutti i partiti a eccezione del Ps hanno approvato – nella commissione parlamentare per l’istruzione – una norma che obbliga il governo a riconoscere ai professori il diritto agli avanzamenti di carriera congelati durante gli anni dell’austerità, come richiesto dai sindacati. Il 3 maggio il governo, disposto a versare solo un terzo della cifra per rispettare il “rigore di bilancio”, ha minacciato la crisi nel caso di approvazione definitiva della legge. Durante la seduta del 5 maggio, però, i due partiti di destra, Psd e Cds, hanno fatto marcia indietro.

Il problema dei migranti non è al centro del dibattito. Ma le formazioni di estrema destra cominciano ad affacciarsi

La campagna elettorale per le europee era già oscurata dalle elezioni politiche in programma a ottobre, ma ora, dopo le tensioni scatenate dalla minaccia di dimissioni del governo, è difficile che ci sia il tempo per discutere le tematiche europee, fatta eccezione per il “rigore di bilancio”, un’espressione usata di solito dai partiti di destra ma che nell’ultima settimana si è trasformata nel principale slogan socialista. La verità è che la destra ha incassato una sconfitta cedendo la causa dei “conti in ordine” al Ps, accusato di aver trascinato il paese in una crisi finanziaria.

In Portogallo il problema dei migranti, cruciale nel dibattito europeo, non esiste. Eppure il candidato del Cds, piccolo partito di destra che ha fatto parte della coalizione di governo guidata dal Psd, ha cercato di cavalcare la presunta minaccia migratoria per paura della forza (attualmente sconosciuta) di una nuova formazione di estrema destra, Chega, guidata dall’ex esponente del Psd, André Ventura.

Finora l’estrema destra non è riuscita a fare breccia in Portogallo, e i sondaggi non prevedono un risultato di rilievo per il nuovo partito. Resta da capire se un altro nuovo partito di destra, Aliança, creato da un ex primo ministro del Psd, Pedro Santana Lopes, riuscirà a conquistare un seggio.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

Ventotto giornalisti raccontano la campagna elettorale nel proprio paese in vista delle elezioni europee del 26-29 maggio 2019. La serie è realizzata in collaborazione con VoxEurop.

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