La cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino, il 24 settembre 2017.

Merkel guarda alla Francia per formare il nuovo governo

La cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino, il 24 settembre 2017.
05 dicembre 2017 10:47

È come se la Germania si confondesse con la Francia. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, lo scacchiere politico tedesco somiglia sempre più a quello francese, come dimostra la giornata del 4 dicembre.

Tre giorni prima dell’apertura del congresso dell’Spd, i dirigenti socialdemocratici si sono espressi a favore di un negoziato con i cristianodemocratici di Angela Merkel in vista della riproposizione della coalizione che ha governato la Germania fino alle elezioni di settembre.

Le cose non saranno semplici, durante il congresso. La sinistra del partito sosterrà infatti la cura d’opposizione e una riaffermazione dell’identità socialdemocratica, ma probabilmente i vertici del partito accetteranno l’incarico di negoziare con Merkel. Potremmo essere vicini alla nascita di un governo “di destra e di sinistra” basato su un programma comune che comprenderà il rilancio della spesa pubblica voluto dai socialdemocratici e l’accettazione, altrettanto importante per la sinistra, delle proposte europee di Emmanuel Macron che prevedono la creazione un bilancio e di un ministero delle finanze comuni per l’eurozona.

Forze europee e forze di destra
Più che alla formazione di una coalizione, assisteremo alla nascita, auspicata da Macron e dal primo ministro greco Alexis Tsipras (entrambi intervenuti per consigliare l’Spd) di una forza di centro filoeuropea, socialista e liberale. Questa forza ricorderebbe molto En marche! in cui coesistono esponenti politici provenienti dalla sinistra e dalla destra.

Abituati a governare insieme, i moderati tedeschi di sinistra e di destra hanno la tendenza a trovare un’intesa basata su idee comuni. Questa evoluzione è tanto più sorprendente se pensiamo che non è l’unico evento politico di rilievo tedesco.

Nella stessa giornata, infatti, la Csu, il ramo bavarese della democrazia cristiana che tradizionalmente ne rappresenta l’ala più radicale e di destra, ha operato una svolta ancora più destra. Il partito ha deciso di sbarazzarsi dell’attuale capofila sostituendolo, in vista delle elezioni locali del prossimo anno, con un estremista contrario alla politica di accoglienza dei profughi voluta da Merkel.

La Csu spera in questo modo di arrestare l’avanzata elettorale della nuova estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD). Quella che si afferma in Baviera somiglia molto alla destra francese, ostile all’immigrazione e disposta a scendere sul terreno di scontro dell’estrema destra con un movimento che di fatto riavvicina la destra radicale e l’estrema destra.

Anche in questo la Germania somiglia alla nuova Francia uscita dalle elezioni presidenziali e legislative della scorsa primavera. Lo scacchiere politico tedesco e quello francese sembrano confondersi e sovrapporsi.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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