La polizia britannica pattuglia la zona dove sono stati trovati i corpi di Sergej Skripal e della figlia Yulia a Salisbury, Regno Unito, 13 marzo 2018.

La lunga mano di Mosca tra Londra e Damasco

La polizia britannica pattuglia la zona dove sono stati trovati i corpi di Sergej Skripal e della figlia Yulia a Salisbury, Regno Unito, 13 marzo 2018.
13 marzo 2018 11:59

I toni contro la Russia si sono alzati. È accaduto il 12 marzo al Consiglio di sicurezza dell’Onu a proposito della Siria, ma anche a Londra, dove la prima ministra Theresa May ha dichiarato che è “altamente probabile” che la Russia sia dietro l’avvelenamento del 4 marzo di un ex agente russo e di sua figlia.

Nella stessa giornata, i toni si sono alzati anche a Parigi, dove l’ex presidente François Hollande ha dichiarato a Le Monde che “se la Russia è una minaccia, (come evidentemente ritiene) allora dev’essere minacciata”. Ma cominciamo dal tentativo di omicidio che potrebbe spingere il Regno Unito, come ha confermato May, a “prendere provvedimenti molto più seri” contro la Russia rispetto al passato.

Scambi di spie
Ex colonnello dei servizi segreti militari russi, Sergej Skripal era stato condannato nel 2006 a 13 anni di carcere per aver passato ai britannici informazioni estremamente delicate, ma un anno più tardi era stato liberato in cambio del rilascio di alcune spie russe detenute negli Stati Uniti.

Da allora Skripal aveva vissuto nel Regno Unito, paese dove nove giorni fa è stato ritrovato in crisi respiratoria su una panchina, accanto a sua figlia che si trovava nelle stesse condizioni. Come l’agente che li ha soccorsi, i due sono ancora in pericolo di vita. Theresa May ha dichiarato davanti alla camera dei comuni che sono stati vittime di un gas nervino sviluppato in Unione Sovietica negli anni ottanta. La premier ha chiesto subito spiegazioni a Mosca, che ha precisato di non aver alcun legame con quella che May ha definito “una provocazione”.

L’aspetto più preoccupante è che la Russia si sta impantanando in Medio Oriente e in Ucraina, e che gli occidentali non sanno cosa fare

I rapporti russo-britannici potrebbero esserne seriamente danneggiati. Intanto il 12 marzo Mosca ha dovuto affrontare una pioggia di critiche davanti al Consiglio di sicurezza, dove francesi, britannici e americani le hanno rimproverato di non fare nulla per spingere Bashar al Assad a rispettare la tregua di 30 giorni negoziata il 24 febbraio con la risoluzione 2401. “La Russia può fermare il bagno di sangue”, ha ripetuto l’ambasciatore francese. “La Russia è diventata uno strumento di Assad e dell’Iran?”, ha chiesto l’ambasciatore americano. “Smettetela con queste accuse continue”, ha risposto l’ambasciatore russo.

Durante il vertice la tensione era estremamente alta, e al momento sembra scontato che il 19 marzo Vladimir Putin inaugurerà il suo nuovo mandato presidenziale in un clima conflittuale tanto quanto lo era stato quello durante la crisi afgana e cubana. Tutto questo ci ricorda la guerra fredda. L’aspetto più preoccupante è che la Russia si sta impantanando in Medio Oriente e in Ucraina, che gli occidentali non sanno cosa fare per limitare il suo avventurismo e che tutto il mondo sembra scivolare nel caos.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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