Il palazzo Europa, Bruxelles, il 28 giugno 2018.

Ora più che mai serve una politica comune europea

Il palazzo Europa, Bruxelles, il 28 giugno 2018.
03 luglio 2018 11:34

Lo capirebbe anche un bambino. Dato che gli europei non possono più contare sull’ombrello americano e gli Stati Uniti stanno voltando le spalle al vecchio continente, dove ritengono di non avere più interessi da difendere, possiamo sperare che il nostro pacifismo ci protegga dalle guerre oppure possiamo costruire una difesa europea, la cui creazione passa inevitabilmente per l’affermazione di un’Europa politica.

Non bisogna essere guerrafondai per capire che la seconda opzione sarebbe più ragionevole. Il problema è che percorrerla sembra più irrealizzabile ogni giorno che passa.

La crisi delle forze europeiste
Il primo motivo è che non si può procedere verso l’unità europea senza la volontà politica incarnata, fin dal dopoguerra, dalle due principali forze paneuropee presenti in tutto il continente, la democrazia cristiana e la socialdemocrazia. Fatta eccezione per il periodo gaullista in Francia, sono state questa sinistra e questa destra a plasmare la democrazia europea. Ora però queste due forze vivono una crisi profonda.

La paura e la nostalgia del passato accecano gli elettorati europei e li avvicinano alle nuove estreme destre nazionaliste

Né la socialdemocrazia né la democrazia cristiana, infatti, riescono a fermare la regressione sociale, visto che gli stati nazione non riescono più a reggere il confronto con un capitale svincolato dalle loro leggi, e che solo una potenza continentale potrebbe ripristinare un rapporto di forze con i mercati, di cui gli elettori, però, non vogliono sentir parlare mentre al contrario vorrebbero un ritorno ai quadri nazionali al cui interno sono stati negoziati i compromessi sociali del dopoguerra.

La paura e la nostalgia del passato accecano gli elettorati europei, li allontanano dalla socialdemocrazia e dalla democrazia cristiana e li avvicinano alle nuove estreme destre nazionaliste, la cui forza crescente priva l’unità europea delle formazioni in grado di difenderla e rafforzarla.

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Il secondo motivo per cui l’affermazione di un’Europa politica appare così difficile è che le estreme destre sono ormai al comando in diversi paesi dell’Unione e stanno sabotando dall’interno l’ambizione europeista.

Quanto al terzo motivo per cui l’Europa politica somiglia sempre più a un miraggio, è semplicemente che è difficile mobilitare gli elettori per qualcosa in cui risulta sempre più difficile credere.

Per quanto maggioritario, il partito europeista è sulla difensiva perché diviso, demoralizzato e disperso, mentre gli eurofobi si affidano a uno slogan chiaro come “ristabiliamo le frontiere e bruciamo Bruxelles” a cui si aggiunge ora “chiudiamo i nostri i porti prima di essere invasi”.

L’Unione imbarca acqua, ma davvero tutto è perduto?

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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