Una nuova civiltà

18 dicembre 2018 17:26

Cupo gioco fantapolitico prefestivo. Un numero crescente di europei estenuati darà sempre più il suo consenso a forze politiche di stradestra che promettono di accontentarli in tutto. Queste forze si concentreranno nella guerra, graditissima ai più, contro lo straniero povero o poverissimo e contro chiunque faccia troppo il saputo. Crescerà una brutalità europea di massa che se la prenderà ferocemente con chiunque mostri un po’ di umanità. Saranno fatte leggi a tutela del libero esercizio di comportamenti disumani e contro i cultori spericolati dei buoni sentimenti.

I sondaggi diranno sempre più chiaramente che i popoli sono per un’Europa nuova di grande ferocia e quindi sembrerà inutile andare alle urne. Contro il trionfo dei diritti incivili, leveranno la loro voce un po’ di comitati civici, un po’ di civili adunate di piazza, un po’ di colta, finemente argomentata resistenza civile.

Ma i giornali e le televisioni residuali, per timore di perdere pubblico, ne daranno notizia solo con corsivi e sketch che se ne faranno beffa. Le teste più pensose, svillaneggiate, umiliate, caso mai minacciate di morte, progetteranno di riparare all’estero, ma scopriranno che da tempo non c’è più un estero sicuro dove emigrare. Con orrore dovranno ammettere che di civile non resta in Europa che l’incivile guerra civile. Ma per buon gusto, per buona educazione, sorvoleranno.

Questo articolo è uscito il 14 dicembre 2018 nel numero 1286 di Internazionale, a pagina 7. Compra questo numero| Abbonati

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