Come si fabbrica una notizia

05 novembre 2012 14:20

Tutti voi nel weekend avrete letto sui giornali e ascoltato ai telegiornali una notizia allarmante, che la Stampa ieri ha scelto addirittura come apertura in prima pagina: “Merkel: altri cinque anni di crisi”. Forse vi stupirà, ma è una notizia completamente ignorata dalla stampa tedesca.

Ma perché in Germania i giornali non hanno scritto una riga su quello che la Repubblica definisce ” il fatto dominante della giornata europea”? Cerchiamo di ricostruire la genesi della notizia. Sabato la cancelliera tedesca ha parlato al congresso regionale del suo partito nel land del Meclemburgo, dove la Cdu conta appena 5.800 iscritti. Ha tenuto il suo discorso in un albergo della semisconosciuta località di Sternberg davanti a 118 delegati che l’hanno confermata con il 99 per cento dei voti come capolista nella sua circoscrizione della Pomerania anteriore. Era un classico evento regionale, durante il quale la Merkel ha consegnato dei premi ad alcuni rappresentanti comunali. Non era certo l’occasione per occuparsi di problemi internazionali.

Infatti il discorso non si trova né sul sito della cancelliera né su quello della Cdu locale, che ha preferito la foto di una bambina che offre un mazzo di fiori al capo del governo. La cancelliera ha difeso i sussidi (molto discussi) ai genitori che non mandano i bambini all’asilo, ha detto no all’introduzione di un pedaggio sulle autostrade, ha chiesto l’estensione rapida della rete elettrica e misure per frenare la speculazione finanziaria.

Brevemente ha accennato anche alla crisi dell’euro: “La crisi del debito è innanzitutto una crisi della credibilità europea. Siamo sulla buona strada per superarla, ma nessuno si può illudere che possano bastare uno o due anni. Ce ne vorranno probabilmente cinque”. Un’affermazione così scontata da essere ignorata in Germania. A dieci ore dal discorso, l’agenzia Ansa lancia la notizia alle 21.37 con qualche traduzione approssimativa, riferendosi all’agenzia Bloomberg che l’avrebbe ripresa dalla più importante agenzia tedesca, la Dpa. È un dispaccio scarno di undici righe: “Allarme Merkel su crisi, ci vorranno più di cinque anni”.

Per gonfiarlo, alcuni giornali come la Repubblica lo arricchiscono con proprie valutazioni : “Con freddo e preciso realismo la cancelliera ha messo in guardia da ogni atteggiamento ottimista”. Altri lo allungano con notizie sull’imminente viaggio della Merkel a Londra e sui sondaggi che vedono la cancelliera in netto vantaggio sul rivale socialdemocratico Peer Steinbrück. Così, in una notte, undici righe diventano una pagina su un allarme che inquieta l’Europa. Il piatto è servito.

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