Il viaggio dei migranti verso l’Europa si ferma a Bolzano

27 maggio 2015 12:53

Sono le 10.30 di martedì. Al binario 3 della stazione di Bolzano un gruppo di eritrei osserva con sguardo curioso le vicine cime delle Dolomiti imbiancate. Non avevano mai visto la neve. L’altoparlante annuncia in italiano e tedesco l’arrivo del treno Ec 88, proveniente da Bologna e diretto a Monaco. Un gruppo di poliziotti tiene d’occhio i migranti che si sono mischiati tra i normali passeggeri. Quando tentano di salire gli agenti glielo impediscono, sostenendo che il treno è troppo pieno. Loro esibiscono un regolare biglietto, ma non c’è niente da fare.

Immigrati alla stazione di Bolzano, maggio 2015. (Ansa)

Il 26 maggio la Germania ha sospeso per tre settimane l’accordo di Schengen, ripristinando i controlli alle frontiere. La decisione fa parte delle misure di sicurezza straordinarie per il G7 che si svolgerà il 7 e l’8 giugno nel castello di Elmau, sulle Alpi bavaresi. Ora a Bolzano si teme un aumento dei migranti che quotidianamente approdano in quella che la stampa ha già definito la “Lampedusa delle Alpi”. Il paragone è assai improprio, perché i profughi che arrivano in treno non intendono fermarsi qui. Hanno un biglietto in tasca e sono diretti in Germania o nei paesi scandinavi, dove vive qualche parente. Per arrivarci sono disposti a tutto. Un gruppo è stato fermato dalla polizia mentre camminava sull’autostrada, un altro sui binari della linea del Brennero.

Bolzano si è attrezzata per i nuovi arrivati. In stazione sono attesi da una trentina di volontari e mediatori culturali. Una sala d’aspetto è riservata a donne e bambini e c’è anche la Croce rossa. “Registriamo una mobilitazione crescente da parte della popolazione, che ci porta viveri e vestiti. Ci sono alunni di diverse scuole che raccolgono materiale e ci sostengono”, si rallegra Roberto Defant dell’associazione Volontarius. Un supermercato vicino alla stazione raddoppia quello che la gente compra per i migranti: acqua, frutta, pannolini, vestiti.

Mario Deriu, segretario del sindacato di polizia Siulp, è preoccupato. “Qui in tre settimane si potrebbero accumulare anche migliaia di persone. È un problema che dev’essere affrontato”. Molti dei migranti che salgono sui treni vengono respinti già al confine austriaco. Trenitalia ha abolito da parecchi anni tutti i treni transfrontalieri. I convogli per Monaco sono tutti delle ferrovie tedesche e austriache. Da quando è in vigore il trattato di Schengen, a Verona sui treni internazionali sale una “pattuglia trilaterale” di agenti austriaci, italiani e tedeschi che controllano i vagoni. “Sono inutili”, sostiene Deriu. “Perché i profughi non si fermano”. Se vengono fatti scendere da un treno salgono su quello successivo oppure su un regionale fino al Brennero. Se vengono espulsi da Austria e Germania, ci riprovano.

“Noi siamo qui per i bisogni immediati”, spiega Defant. “Un’eventuale emergenza dev’essere gestita dalla provincia”. Ma anche se molti cittadini dimostrano la loro solidarietà, a Bolzano la xenofobia è in aumento. Due settimane fa è bastato un comizio elettorale di Matteo Salvini per regalare quattro seggi alla Lega nord, finora quasi inesistente in città. E Casa Pound ha potuto festeggiare il suo primo seggio in un comune italiano, andato ad Andrea Bonazza, fervido ammiratore di Hitler e Mussolini secondo cui “se ci fosse il duce in Italia le cose andrebbero molto meglio”. Di tutto questo il gruppo di timidi eritrei in attesa al binario 3 non sa nulla. Ma sicuramente conoscono i racconti di come si stava alla grande sotto le armi chimiche dei fascisti in Africa orientale.

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