17 marzo 2021 14:07

Mark O’Connell
Appunti da un’apocalisse
Il Saggiatore, 234 pagine, 19 euro

Mark O’Connell è un giornalista irlandese che ama fare reportage paradossali. Qualche anno fa Adelphi ha pubblicato Essere una macchina, un viaggio tra coloro che credono che sia possibile superare l’umano e i suoi limiti attraverso pillole, macchine per l’ibernazione o memorie digitali: i transumanisti. Esce ora una nuova avventura sulla stessa linea.

Per ottime ragioni (riscaldamento globale, pandemie, disuguaglianze economiche) molti sono convinti che il mondo come lo conosciamo stia finendo. Chi ne ha la possibilità, in primo luogo economica, si sta già preparando. Sono loro che O’Connell sceglie di andare a trovare: i “survivalisti di lusso”, che costruiscono bunker dotati di tutto il necessario (dai polmoni d’acciaio ai campi da golf); il fondatore di Paypal, che in Nuova Zelanda allestisce la villa corazzata in cui si rifugerà quando fuori, per il caldo o la rivoluzione, sarà impossibile sopravvivere; i consulenti di Elon Musk per la colonizzazione di Marte; gli attivisti del Dark Montain project che, convinti che il mondo sia già finito, si oppongono all’ecologismo e cercano di vivere da “non civilizzati”.

Sempre in scena, spesso molto divertente, O’Connell abbassa il tono quando racconta la sua visita alle rovine di Černobyl. Spalancando orizzonti assurdi, che ricordano il John D’Agata di About a mountain, O’Connell fa sembrare il mondo in cui viviamo piccolo, simpatico e insensato.

Questo articolo è uscito sul numero 1400 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati