Starlink, la rete di comunicazione satellitare di proprietà di Elon Musk, ha un ruolo particolare nel conflitto ucraino. All’inizio della guerra, a febbraio del 2022, ha impedito che gli attacchi russi contro i sistemi di comunicazione ucraini rendessero cieco l’esercito di Kiev. In questo senso Starlink ha letteralmente salvato l’Ucraina. Oggi, però, la condanna.

Da dieci giorni le autorità ucraine riferiscono che il segnale di Starlink si interrompe quando un drone prende velocità. Quel segnale è indispensabile per guidare i dispositivi che dovrebbero distruggere i droni russi, dunque un intero settore della difesa ucraina è in crisi.

Nonostante la sua vicinanza a Donald Trump, Elon Musk ha voluto puntualizzare che il problema è Starshield, la versione militare di Starlink, controllata dal governo degli Stati Uniti. “Qualsiasi limitazione della velocità o dell’uso di Starshield è decisa dall’esercito statunitense e, in ultima istanza, dal presidente statunitense”, ha scritto su X. Difficile essere più chiari sull’origine dell’abbandono dell’Ucraina.

Kiev denuncia inoltre che i servizi d’intelligence statunitensi non avvertono più il suo esercito dei lanci di missili russi. Negli ultimi giorni ci sono stati vari morti, mentre 600mila ucraini sono senza elettricità a causa delle mancate allerte sugli attacchi russi. Volodymyr Zelenskyj ha usato un solo termine per definire questo voltafaccia: “tradimento”.

Sfruttare la crisi

Perché questa frattura? Trump non ha sopportato che Volodymyr Zelenskyj gli abbia tenuto testa. Gli statunitensi voteranno fra meno di tre settimane per le elezioni di metà mandato, che si annunciano difficili per i repubblicani.

Al centro del dibattito c’è il ritorno dell’inflazione (al 3,7 per cento secondo gli ultimi dati) trascinata dall’aumento del prezzo dell’energia. Trump ha cercato di addossare la colpa all’Ucraina e ai suoi attacchi contro le raffinerie russe, mentre in realtà la causa principale, secondo tutti gli esperti, è la guerra scatenata a febbraio da Trump contro l’Iran. Il prezzo del barile di petrolio si attesta attorno ai cento dollari da febbraio, mentre prima era vicino ai 60 dollari.

Zelenskyj si è rifiutato di diventare il capro espiatorio per gli errori di Trump, tanto più che il presidente statunitense ha cancellato le sanzioni sul petrolio russo facendo a Vladimir Putin un grande regalo senza chiedere nulla in cambio.

Quando Trump ha annunciato un accordo tra Russia e Ucraina per un cessate il fuoco parziale sugli obiettivi energetici, Zelenskyj lo ha smentito con forza, perché la Russia non ha fermato i suoi attacchi.Trump ha reagito alla sua maniera, chiedendo la sostituzione di Zelenskyj alla guida dell’Ucraina e sabotando lo sforzo di Kiev nella guerra.

Da più di un anno gli europei si fanno carico di gran parte degli aiuti militari e finanziari per l’Ucraina, ma ci sono ancora campi, come l’intelligence e il collegamento satellitare, in cui gli statunitensi sono indispensabili. In futuro si troveranno delle alternative, ma di certo l’Ucraina si ritroverà indebolita.

Questa crisi avrà il merito di mettere in chiaro i rapporti tra gli Stati Uniti e l’Europa. Il 14 ottobre Zelenskyj era a Londra, ricevuto calorosamente da re Carlo e dal primo ministro Andy Burnham. I britannici, di solito esitanti all’idea di smarcarsi da Washington, stavolta hanno preso in contropiede Trump.

È una grande lezione per quelli che, tra gli europei, continuano a comprare materiale statunitense e a far dipendere la propria sicurezza dalle decisioni prese a Washington, pur sapendo che un presidente umorale potrebbe interrompere il segnale dei satelliti o bloccare il programma informatico di un aereo.

L’autonomia strategica non è mai stata così urgente.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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