13 dicembre 2021 16:15

Una tavoletta di argilla con i bordi scanalati, risalente a 3.500 anni fa, è stata restituita al suo luogo di origine, l’Iraq, dopo una lunga e pericolosa avventura tra saccheggiatori, trafficanti e banditori d’asta.

Durante la guerra del Golfo del 1991 la tavoletta che riproduceva l’episodio del sogno di Gilgamesh era stata trafugata da un museo iracheno e venduta a un commerciante di antiquariato a Londra, per poi essere spedita negli Stati Uniti con una documentazione falsa. Pochi erano consapevoli dell’importanza del testo durante gli scambi tra i vari intermediari nei diversi paesi, e alle aste la tavoletta ha raggiunto il prezzo di un milione e 670mila dollari.

Il ministro della cultura iracheno mi ha spiegato che i ministeri degli esteri e della cultura, insieme all’Unesco, hanno condotto lunghe indagini e trattative con il governo statunitense per far tornare la tavoletta in un museo iracheno. Finalmente a luglio un giudice federale statunitense ha ordinato la sua restituzione all’Iraq insieme ad altri 17mila oggetti antichi che gli Stati Uniti hanno deciso di riconsegnare a Baghdad, e che sono stati dati in consegna al ministero degli esteri la scorsa settimana.

La tavoletta viene chiamata Il sogno di Gilgamesh, e racconta la storia poetica di un re semidio che trascorse la sua vita in cerca di un’erba dell’immortalità. La tavoletta era parte del lungo poema sumero dell’epopea di Gilgamesh, considerato dagli archeologi il primo poema epico della storia. Il testo racconta della lotta del re sovrumano per sconfiggere il selvaggio Enkidu e portarlo verso la civiltà urbana. Dopo un lungo e difficile scontro fisico tra i due giganti e sette giorni di rapporti sessuali con una donna bellissima, il pastore Enkidu si arrende a Gilgamesh e i due stringono una forte amicizia. La tavoletta verrà inviata al museo nazionale di Baghdad. All’epopea di Gilgamesh alludono in sottofondo diverse opere dell’arte e della letteratura moderne dell’Iraq.

(Traduzione di Francesco De Lellis)