Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Ho una relazione dominazione-sottomissione in cui la mia partner è dominante. Non sono sottomesso a tempo pieno, ma lei ha il controllo assoluto del mio uccello. Abbiamo comprato diversi strumenti di castità maschili, ma riesco sempre a sfilare il cazzo con una certa facilità. Così lei ha fatto un po’ di ricerche, scoprendo che gli unici strumenti efficaci sono quelli che funzionano in coppia con un Prince Albert, un piercing ad anello che si inserisce nella punta del pene e si aggancia allo strumento di castità, impedendo al sottomesso di tirarlo fuori. Adesso vuole che me ne faccia uno. A me non va di farmi bucare l’uccello, e gliel’ho detto. Lo farei, molto controvoglia, solo per accontentarla. Così ha preso appuntamento per un piercing fra tre mesi, nel giorno del nostro secondo anniversario. Dice che possiamo anche annullarlo, se nel frattempo avrò trovato uno strumento efficace che non richiede un piercing. Per caso tu o qualche tuo conoscente feticista conoscete degli strumenti di castità a prova di fuga?

–Piercing Appendage Unnecessarily Scares Eager Sub

“Io non ho mai trovato uno strumento di castità standard da cui non riuscissi a sfilarmi”, risponde Ruffled Sheets, “per cui è chiaro che la partner di PAUSES ha fatto ricerche approfondite”.

Sheets è un consulente informatico che vive nel Regno Unito con quella che è la sua compagna da 15 anni. Si interessa di strumenti di castità maschili da oltre vent’anni e ha, nel momento in cui scrivo, 37 diversi tipi di gabbie per uccello. La sua compagna glielo tiene rinchiuso spesso, anche per settimane o mesi di fila, e se sul mercato esistesse un modello realmente a prova di fuga, Sheet lo conoscerebbe senz’altro.
“Ma non tutto è perduto”, prosegue lui. “Il piercing è uno dei due modi per garantire che il pene non sfugga. L’altro è una cintura di castità completa. Le cinture di castità complete, però, non sono prive di inconvenienti: costano di più, sono più difficili da nascondere sotto i vestiti e da portare. Ma sono completamente sicure. Io ne possiedo tre, fatte su misura, e una volta indossate correttamente nulla sfugge”. Sheets si è fatto fabbricare le cinture di castità da Behind Barz e Fancy Steel.

Ma se gli strumenti di castità maschili che si trovano in commercio non sono a prova di fuga, allora a che servono? Perché uno dovrebbe indossarli?

“Si possono togliere solo in parte”, risponde Sheets. “È possibile sfilare il pene, ma non rimuovere completamente lo strumento”, che è ancorato alle palle e alla base dell’uccello. “E se li togli solo in parte diventano scomodi e fastidiosi”. 
Spesso, per i sottomessi e chi li domina, ciò che davvero conta è la valenza simbolica dello strumento di castità, non il fatto che sia infallibile. E come in altri tipi di gioco sessuale, nonché in molti aspetti di una relazione sana, alla base di tutto c’è la fiducia reciproca.

“Come in qualsiasi rapporto, ingannare è possibile”, spiega Sheets. “Ma perché farlo? Tenere addosso questi strumenti è facile, se uno è sinceramente interessato alla sottomissione”.

Curiosità: rinchiudere l’uccello in uno strumento a prova di fuga non impedisce all’uomo di venire.
 “Lo si può fissare con una cinghia o un piercing, ma l’orgasmo rimane possibile”, dice Sheets. “Devo ancora trovare uno strumento di castità che impedisca a chi lo indossa di raggiungere l’orgasmo appoggiandoci sopra un vibratore di quelli potenti, specie se uno non viene da settimane”.

Insomma, PAUSES: se la tua dominatrice ti rinchiude il cazzo per impedirti di venire, allora deve mettere sotto chiave anche i vibratori. Ma ci sono altre due cose che secondo Sheets dovresti sapere, ora che ti avventuri nel mondo degli strumenti di castità.

“Molti uomini trovano imbarazzante il fatto di essere sottomessi”, spiega, “e quindi dicono cose come ‘Nella vita di tutti i giorni sono una persona dominante’, un po’ come PAUSES che all’inizio della lettera specifica di non essere sottomesso ‘a tempo pieno’. Mi preme solo chiarirgli che la castità è un gioco a lungo termine. Chi di noi indossa quegli strumenti di solito lo fa tutti i giorni ventiquattr’ore su ventiquattro: letteralmente a tempo pieno”.

Se scrivi di non essere sottomesso a tempo pieno perché non vuoi ammettere che in realtà lo sei, PAUSES, allora con questo tipo di pratica non avrai problemi. Se invece è vero – se non riesci a mantenere una mentalità di sottomissione per più di qualche ora – allora devi ricordati di chiedere alla tua partner, prima che il lucchetto scatti, per quanto tempo intende tenerti rinchiuso l’uccello.


“Indossare uno strumento di castità comporta anche un altro effetto collaterale che a volte non ti aspetti”, aggiunge Sheets. “Quando ti ecciti, senti la gabbia o la cinghia premere sul pene. A seconda del grado di eccitazione, l’effetto può essere quello di un delicato promemoria o di una morsa d’acciaio. E ogni volta che succede il pensiero va in automatico a chi è in possesso della chiave, anche se in quel momento non è presente”.

Ruffled Sheets ha un blog sul quale recensisce strumenti di castità maschili e altri sex toys. Seguitelo su Twitter: @ruffledsheets.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

La ragazza con cui sto da quattro mesi si è praticamente trasferita a casa mia. È cominciata come una relazione a distanza: io vivo a New York e lei stava nel profondo sud. Mi è venuta a trovare durante le feste, dopodiché si è fermata a oltranza. Viene da una famiglia molto povera, e se tornasse a casa dovrebbe dormire nel salotto della nonna. Fra di noi sta andando bene, ma anche molto in fretta. Non so cosa pensare. Da un lato la cosa mi piace, così come mi piace lei. Dall’altro mi viene il sospetto che mi stia usando. Adesso si è trovata un lavoro part-time. Non contribuisce all’affitto – io ho anche un coinquilino – ma contribuisce alla spesa. Devo chiederle di pagare l’affitto? La rispedisco a casa della nonna? Non so bene come muovermi perché mi sembra di ospitare una rifugiata.

–She’s Here Indefinitely Now

Invece di chiudere ora questa relazione, SHIN, devi fare una bella chiacchierata con la tua ragazza. Dille che non può andare avanti così all’infinito – vivendo gratis a casa tua – perché non è giusto nei confronti del coinquilino e perché non può aspettarsi un sostegno del genere da una persona che frequenta da appena quattro mesi. Dille che apprezzi il contributo che ha cominciato a dare – per esempio con la spesa – ma che a un certo punto dovrà contribuire anche all’affitto, e a tale scopo senso fissale una data realistica per cominciare a pagarlo. Dovresti anche suggerirle di trovarsi casa da sola, e non perché non vuoi più vederla – ti piace la relazione e ti piace lei – ma perché impegnarsi prematuramente (e la convivenza è un impegno) può compromettere un rapporto. È anche meglio evitare che lei dipenda da te al punto da non poterti lasciare se sente che è il caso di farlo. Con te ci deve stare perché lo desidera, e non perché è in trappola. 


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Hai pubblicato la lettera di un uomo la cui moglie non si lasciava sculacciare. Io ho conosciuto un uomo come WISHOTK, con il quale mi incontro per farmi sculacciare. I nostri coniugi non lo sanno. Sono solo sculacciate, niente sesso. Quanto mi devo sentire in colpa?

–Really Erotic Dalliances But, Um, Married

Molto. Anzi, REDBUM, secondo me andresti sculacciata perché ti fai sculacciare all’insaputa di tuo marito, e poi sculacciata per esserti fatta sculacciare perché ti fai sculacciare all’insaputa di tuo marito. E poi sculacciata ancora.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.

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