03 febbraio 2021 16:48

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna eterosessuale di trent’anni e sto con il mio compagno, anche lui trentenne, da tre. Conviviamo. Io lo amo, lui mi ama e vuole farsi una vita con me. Tuttavia, con la pandemia lo stress è aumentato al punto da farmi perdere completamente il desiderio sessuale. In questo momento non ho voglia di essere toccata, nemmeno da me stessa. Mi sento in modalità di sopravvivenza. Ho perso il lavoro che amavo per compensare devo farne altri quattro. Sto anche affrontando in terapia un trauma sessuale del passato, cosa che diminuisce ulteriormente il desiderio di contatto. Lui è molto paziente e dice che insieme possiamo superarla, ma io temo davvero che per la nostra relazione sia la campana a morto. Sto cercando di trovare modi per rimettermi in piedi, Dan, ma la verità è che per ora mi limito a sopravvivere da un giorno all’altro. Mi aiuti?

– Witty Acronym Here

Innanzitutto non sei la sola. Le persone che vivono un crollo della libido dovuto allo stress causato dai lockdown e dalla perdita del lavoro sono così tante che i ricercatori cominciano a parlare, documentandola, di “recessione sessuale da pandemia”. Ma tu che cosa puoi fare?

Hai davanti una salita lunga e faticosa, sul fronte personale come su quello professionale, e devi ritagliarti il tempo e lo spazio che ti occorrono per superarla. A tale scopo dovrai non solo azzerare le aspettative del tuo compagno per tutta la durata della pandemia e/o fino a quando non ti sarai rimessa professionalmente ed emotivamente in piedi: dovrai anche prendere per buoni i suoi sì. Se lui ti dice che è disposto a resistere/menarselo finché non sarai meno stressata, meno carica di lavoro e meno travolta, e se non reagisce in modo passivo-aggressivo alla tua mancanza di desiderio, tu devi credergli sulla parola. Se non cerca di instillarti sensi di colpa perché in questo momento non fate sesso, WAH, non te li instillare da sola.

Niente può garantire che come coppia sopravviviate a questo (la pandemia), quello (la mole di lavoro schiacciante) o quell’altro ancora (il trauma che stai affrontando in terapia). Uno qualsiasi di questi fattori, oppure un altro, potrebbe suonare la campana a morto della relazione. Ma l’unico modo per scoprire se il desiderio per lui tornerà a ingranare dopo la pandemia, la crisi professionale e il superamento del trauma sessuale è tenere duro, WAH, e rifare il punto della situazione a ostacoli superati. Starete ancora insieme quando tu sarai uscita dalla modalità di sopravvivenza? Sopravvivi e lo scoprirai. Buona fortuna.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Sono una donna etero di 34 anni in coppia con un etero di 32. Ci siamo conosciuti quando entrambi eravamo da poco tornati a vivere nella cittadina da cui proveniamo, e mentre abitavamo con i nostri genitori. All’inizio andava tutto molto bene, salvo che il sesso non era strepitoso. Pochi preliminari e una volta finito lui balzava giù dal letto di corsa. Pensavo fosse per il fatto che, pur avendo la nostra privacy, facevamo comunque sesso a casa dei miei genitori, cosa non particolarmente eccitante. Nove mesi fa siamo finalmente andati a convivere e adesso sembriamo una coppia sposata da decenni. Lui rifiuta le mie avances quasi sempre. E il sesso, quando capita, dura qualcosa come cinque minuti, faccio tutto io e ne ricavo ZERO soddisfazione. Mi tiene la mano quando ce ne stiamo sul divano, ma se gli chiedo due coccole sembra sempre che debba concedermi chissà che cosa. Gli ho spiegato che ho bisogno di sentirmi desiderata e che nel rapporto ci sia un po’ di intimità. Eppure, anche se tante volte abbiamo parlato di quanto mi sento insoddisfatta sessualmente, fisicamente ed emotivamente, lui ci mette pochissimo impegno. Per il resto, il rapporto va alla grande. Ci divertiamo, sono innamorata, voglio stare con lui e abbiamo parlato di matrimonio e figli. Ma non posso certo passare il resto della mia vita così. Cosa posso aspettarmi da un uomo emotivamente e fisicamente assente?

– Intimate Needs That Involve Making A Team Effort

Una vita di frustrazione.

Vorresti che il sesso e l’intimità fisica funzionassero perché tante altre cose – praticamente tutto il resto, si direbbe – funzionano, ma farli funzionare è impossibile se lui non è disposto a impegnarsi. E se anche lo fosse, INTIMATE, se anche fosse disposto a sforzarsi sul fronte sessuale, niente garantisce che il suo sforzo produca risultati. Ci sono coppie che su certe cose lavorano per decenni senza approdare a nulla. Aprire la coppia ti permetterebbe di avere sia lui sia la soddisfazione sessuale, cercandola altrove, ma anche l’apertura richiede un certo sforzo, e chiaramente sforzarsi non è il suo forte. Mandalo affanculo e stop.

***

Io e il mio futuro sposo (entrambi maschi) stiamo insieme da sei anni. Io sono dichiarato, mentre lui lo è solo con gli amici stretti e con sua madre. Il resto della famiglia non lo sa. Non lo sanno i colleghi. Mi è capitato di incontrare i suoi familiari e i suoi colleghi che non lo sanno, e ho dovuto fingere di essere un coinquilino e un amico, e la cosa mi uccide, ma lui è irremovibile. Oltretutto non è che in casa sua l’omosessualità sia tabù. Ha uno zio gay, e lui e il compagno vanno regolarmente in vacanza con la famiglia, che li accoglie a braccia aperte. Ha senso che continui a stare con lui?

– Feeling Insecure About Needlessly Closeted Engagement

Il tuo futuro sposo deve scegliere: può avere te o la sua doppia vita, ma non tutte e due le cose. Non è che devi dirgli cosa fare, FIANCE: devi fissare i limiti di quel che sei disposto a fare tu. E per sei anni sei stato disposto a tornare a nasconderti per lui – fingendoti suo amico o coinquilino – ma adesso non lo sei più. Se vuole condividere la sua vita con te può scegliere di dichiararsi. Se non è disposto a farlo, dovrà imparare a vivere senza di te.

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Volevo dire una cosa a proposito di WEASS, l’uomo con il fidanzato che non voleva rivelare la sua sieropositività a un nuovo partner sessuale. Sono sieropositivo con carica virale non rilevabile da quasi 18 anni, Dan, e ho quindi fatto i conti a più riprese la questione dell’affrontare (o meno) e rivelare (o meno) la mia condizione. Una decina di anni fa, però, ho cominciato a trovare più semplice per la mia coscienza rivelare ai partner che sono sieropositivo non rilevabile, e quindi incapace di contagiare chicchessia. Dopo quasi dieci anni di prep (profilassi pre-esposizione, ndr) e decenni di informazione sull’hiv, ancora oggi la mia sieropositività riesce a provocare reazioni negative, che vanno da quelli che mi definiscono “non pulito” a chi mi accusa di voler diffondere il virus (cosa che letteralmente non posso fare), a chi mi respinge in modi più gentili. Perfino gente che faceva la prep è passata dal “sì” al “no, grazie” quando gliel’ho detto. Insomma, Dan, stando alla mia esperienza non tutti i potenziali partner sessuali reagirebbero in modo razionale e informato.

– Undetectable Poz Fellow Relieved Over Not Telling Any Lies

L’uomo con cui WEASS e il fidanzato sieropositivo pensavano di fare sesso a tre avrebbe potuto reagire negativamente alla scoperta, motivo per cui ho consigliato a WEASS di sondare un po’ la situazione prima di coinvolgere il fidanzato. Se l’altro ha una brutta reazione, WEASS può risparmiare al fidanzato il dispiacere. Se però reagisce da adulto gay informato e razionale, UPFRONTAL, allora WEASS deve coinvolgere il fidanzato.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.