12 ottobre 2022 16:12

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono un uomo cis di 31 anni sposato con una persona non binaria di 33, e il nostro sesso è sempre stato molto soft. Negli ultimi anni ho scoperto di avere dei kink, in particolare un doppio interesse per la dominazione e la sottomissione. Mi ci è voluto molto tempo per trovare il coraggio di parlarne in coppia, perché dall’altra parte c’è un insieme di fattori che potrebbero complicare i giochi basati sulle dinamiche di potere. Tra questi, trascorsi di traumi e abusi sessuali, problemi legati all’ansia, all’aspetto del proprio corpo e all’autostima, nonché strascichi di senso di colpa religioso. In passato, anche solo parlare di sesso e sessualità è stato motivo di tensione. Ma a sorpresa il nostro primo confronto sull’argomento è andato bene. Ha cautamente accettato di provare la sottomissione, ed è disponibile a portare avanti il discorso. Sono sinceramente convinto che le pratiche d/s, se improntate al consenso, al rispetto dei limiti e alla comunicazione, possano addirittura farle affrontare il sesso con maggior rilassatezza. E spero non siano solo ragionamenti del (mio) cazzo.
Ebbene, ora che ho ottenuto il risultato, ho il terrore di fare casini. Come mi consigli di traghettare con delicatezza un rapporto sessualmente soft verso il d/s? Puoi indicarmi qualche libro o podcast che tratti di questo kink a un livello strettamente da principianti e con l’accento su sicurezza e consenso? Stiamo parlando di una persona nata per leggere e studiare, e quello potrebbe essere un buon modo per sondare l’idea usando strumenti con cui si sente a suo agio.

– Don’t Overwhelm My Spouse

“Cominciamo dall’elefante in soggiorno”, risponde Rena Martine. “Perché una persona sessualmente traumatizzata dovrebbe essere interessata al sesso d/s?”

Martine è una coach specializzata in intimità sessuale che aiuta le coppie a familiarizzare con il bdsm e altre pratiche erotiche legate alla cessione di potere. È stata anche una procuratrice specializzata in reati sessuali, cosa che l’ha resa particolarmente sensibile ai problemi delle persone vittime di aggressioni e abusi sessuali.

“Nel trattamento dei traumi, esiste un concetto noto come ‘reinscenamento’”, spiega Martine. “Significa che la vittima di trauma prende una situazione nella quale si è sentita impotente e la ‘rimette in scena’ collocandosi sulla sedia del regista e scegliendo di cedere in parte il controllo”.

Sebbene il bdsm non sia una forma di terapia, per chi ha desideri di sottomissione e trascorsi sessuali traumatici cedere il controllo a un partner fidato può risultare rassicurante e moderatamente terapeutico. Se fino a quel momento il controllo è stato un bene sottratto da una persona indegna di fiducia, attraverso il reinscenamento diventa qualcosa di prezioso da cedere in prestito a qualcuno di cui ci si fida. E lo si fa sapendo che sarà restituito, in un momento prestabilito o non appena il sub userà la parola di sicurezza.

“Studi condotti dal dottor Justin Lehmiller ci dicono che le vittime di reati sessuali sono di fatto più inclini, rispetto a chi non ne ha subiti, a coltivare fantasie su tutti gli aspetti del bdsm”, aggiunge Martine. “Chiunque sia interessato a un’analisi scientifica delle fantasie sessuali dovrebbe leggere il suo libro Tell me what you want. E anche Reclaiming pleasure di Holly Richmond è un ottimo punto di partenza per chiunque abbia subìto aggressioni sessuali”.

Prima di tentare giochi d/s o anche solo cominciare a discutere le vostre fantasie nel dettaglio, Martine vi consiglia di riflettere sui bisogni emotivi che danno forma a queste fantasie.

“Quali suggestioni li attirano verso la dominazione e la sottomissione?”, chiede Martine. “Quali aspetti del d/s li eccitano? Discutere dei perché gli permetterà di avvicinarsi a una dinamica nuova con un atteggiamento compassionevole e prudente”.

Ora, DOMS, se tu hai già riflettuto sul “perché” e la risposta sincera è “perché mi eccita”, può bastare. E se la risposta sincera dall’altra parte è “Perché al mio compagno interessa e a me interessa provare”, basta anche quello. Se è vero che la maggior parte degli amanti del bdsm è in grado di indicare una specifica esperienza o dettaglio che l’ha formata in senso lato (per esempio, un’educazione religiosa), nessuno è in dovere di giustificare il proprio interesse per il d/s o il bdsm compilando un elenco di esperienze traumatiche. Se questo tipo di gioco – di teatro a due – eccita entrambi, come motivo per esplorare il d/s è più che sufficiente.

Quanto a come cominciare, Martine ha un ottimo consiglio.

“Il mio suggerimento preferito per i principianti in cerca di un approccio morbido al d/s è quello di usare una mascherina per dormire”, dice. “È innocua, facile da togliere, e permette a chi gioca di allenarsi a cedere il controllo rinunciando a uno dei cinque sensi”.

Un piccolo passo del genere – giocare semplicemente bendati – è un modo perfetto per saggiare il terreno mentre si porta avanti la discussione su altri kink “da principianti” che entrambi ve la sentite di esplorare insieme.

“E per altri consigli generali sul d/s”, conclude Martine, “ascoltate il podcast di Lina Dune Ask a sub”.

Francesca Ghermandi

Sono una donna etero di 40 anni, sposata con un uomo che a letto è molto abile e generoso. Sono anche una persona che ha bisogno di avere un controllo assoluto sul proprio corpo. Non ho mai fatto uso di droghe, e una volta sola mi sono ubriacata al punto da non ricordare tutti i dettagli di una serata. Non mi è piaciuto per niente. Questo bisogno di controllo credo sia il motivo per cui non amo raggiungere l’orgasmo. Mi piace la sensazione che viene subito prima, ma poi è come se il mio corpo reprimesse il finale. Siccome la sensazione dell’orgasmo non mi piace, per me non ci sono problemi. Nelle rare occasioni in cui ho un orgasmo, dopo mi sento sporca. Ma potrei tranquillamente scopare tutta la notte senza venire! Ne ho parlato con mio marito, il quale mi ha detto che, a patto che io abbia la miglior esperienza possibile, il fatto che non raggiunga l’orgasmo non lo turba. Ma un amico – un amico con cui non faccio sesso – è convinto che la mia avversione sia sintomo di una qualche cicatrice emotiva. È vero che in passato ho avuto qualche brutta esperienza sessuale, ma l’ho anche elaborata e archiviata. Secondo te devo indagare su questa avversione anche se a preoccuparsene è solo una persona con cui non faccio sesso? O posso essere una persona emotivamente integra che semplicemente preferisce il preorgasmo all’orgasmo?

– Personally Prefer Pre-gasms

Non mi sembra che ci sia di mezzo qualcosa di inconscio, PPP. Decidi scientemente di evitare l’orgasmo perché – per motivi a noi ignoti – non ti piace il tracollo emotivo e/o fisico che provi subito dopo. Decidi a ragion veduta di deviare la canoa dalla cascata senza buttartici. Se non ti senti insoddisfatta e il tuo partner non ha l’impressione di scontentarti, PPP, non credo che ci siano problemi. Se una persona si sente integra, lo è. O comunque lo è abbastanza, che è il massimo a cui chiunque di noi possa aspirare.

Con il tempo potresti cambiare idea, naturalmente, e a volte parlare con un amico fidato può spostare il nostro punto di vista e aiutarci a vedere qualcosa che ci sfuggiva. Ma quando c’è di mezzo il sesso, PPP, il parere di una persona 1. che non sei tu, e 2. con cui non scopi ha meno peso delle tue sensazioni e del tuo parere. Se ci hai riflettuto e le tue conclusioni ti soddisfano, il tuo amico deve darsi pace. E un amico che non accetta la risposta “Sto bene così e mi va bene così” e continua a ripetere “Sei difettosa e sbagli tutto” come amico non è granché.

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Da che mi ricordi, il bondage mi ha sempre eccitato. Per buona parte della mia vita è stato semplice bondage, slegato dal sesso. Quando ho conosciuto mia moglie, quindici anni fa, la mia vita sessuale è diventata un sogno: facevamo tantissimo sesso, buona parte del quale prevedeva che la legassi e le dessi piacere. Negli ultimi tempi la situazione si è ribaltata un paio di volte e mi è piaciuto altrettanto. Con mia moglie mi piace anche fare semplicemente sesso senza corde di mezzo, e tutto sembrava andar bene. Il problema è che, da un paio di mesi a questa parte, ho perso l’interesse per il bondage. Una volta mi eccitava un sacco anche il solo pensiero, mentre adesso ha quasi smesso di farmi effetto. Io e mia moglie non lo facciamo da mesi. Il sesso con lei mi piace ancora, ma anche quello si è diradato molto. Un po’ è senz’altro perché abbiamo superato i quaranta e siamo due persone molto occupate, con lavori di responsabilità e figli che vanno dagli otto ai diciott’anni. Ma non capisco come una pratica che mi ha sempre eccitato tanto possa essere completamente scomparsa. Cosa posso fare per recuperare la mia libido? Come ritrovare la passione di un tempo?

– Bondage Isn’t Necessarily Doing It Now

Se siete over 40, avete due lavori stressanti e dei figli – al plurale, tra gli otto e i diciott’anni – da crescere, ed è la prima volta da quando siete sposati che lo stress quotidiano vi affossa la libido, dovete considerarvi fortunati. È così solo da qualche mese. Datevi un po’ di tempo, non buttate le corde e confidate che la marea torni a girare

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.