25 gennaio 2023 16:48

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna bisessuale e vivo in una grande città. Il mio fidanzato, con cui sto da un annetto, è sieropositivo. Da più di dieci anni ha una carica virale non rilevabile, ma io, per un doppio carpiato di prudenza, seguo la profilassi pre-esposizione (Prep). Mi fido della scienza e lo faccio serenamente, anche grazie al tuo modo chiaro e schietto di parlare di hiv. Stiamo valutando l’ipotesi di divertirci con altre coppie e single, ma mi preoccupa molto l’idea di prendere l’herpes, e anche lui dice che eviterebbe volentieri. So che è uno dei rischi, e ho ben chiaro il pregiudizio che circonda il fatto di avere/prendersi l’herpes e altre infezioni sessualmente trasmesse (Ist). Il punto è che io, con i nostri futuri amanti, vorrei parlare molto chiaramente di esami e Ist. Il problema: il mio fidanzato non dichiara la sua sieropositività. Nel suo giro di conoscenze lo sanno in pochi. Perfino la famiglia è all’oscuro. Come facciamo ad avere un confronto trasparente su malattie e rischi con i potenziali amanti se lui non se la sente di dichiararsi sieropositivo? Nello stato in cui siamo residenti nasconderlo non è reato. L’unica soluzione è mentire?

– Risk Adverse Dame

Innanzitutto un breve ripasso scientifico: se una persona sieropositiva assume i farmaci e ha una carica virale non rilevabile, quella persona non è contagiosa; nel senso che quella persona sieropositiva non può – ripeto: non può – trasmettere l’hiv. Una persona sieronegativa corre un maggior rischio di contrarre l’hiv facendo sesso non protetto – ovvero senza preservativo – con una persona che si crede sieronegativa che con una persona consapevolmente sieropositiva a carica virale non rilevabile. E se è vero che secondo alcuni è inesatto definire “non protetto” il sesso senza precauzioni con una persona sieropositiva a carica virale non rilevabile, perché sono i medicinali stessi a proteggere, i medicinali contro l’hiv – tra cui la Prep, una pillola che le persone sieronegative possono prendere per proteggersi dalla trasmissione dell’hiv – non forniscono alcuna protezione contro gonorrea, sifilide, clamidia e altre Ist. Insomma, farmaci o meno, Prep o non Prep, il sesso senza preservativo è comunque sesso non protetto.

Restando sulla scienza: uno studio condotto nel Regno Unito ha evidenziato che nel 2020 hanno contratto l’hiv più eterosessuali che omosessuali. Ma nonostante si siano verificate complessivamente più infezioni tra uomini e donne etero che tra uomini gay – un po’ più di mille nuove infezioni da hiv tra gli etero (1.010) e un po’ meno di mille tra gli uomini gay (940) – per gli uomini gay il rischio resta decisamente maggiore. Nel Regno Unito solo il 2,9 per cento degli uomini si identifica come gay, mentre il 93,7 per cento della popolazione si identifica come etero. Il che vuol dire che quasi metà di tutte le nuove infezioni da hiv si è concentrata in meno del 3 per cento della popolazione, motivo per cui le autorità sanitarie raccomandano la Prep a tutti gli uomini gay e bisessuali.

Ok, RAD: tu e il tuo fidanzato volete divertirvi con altre coppie; prima di divertirvi volete parlare in modo aperto, schietto e trasparente di Ist; il tuo fidanzato non vuole rivelare a nessuno la sua sieropositività.

L’unica soluzione è mentire?

Direi di sì. Se volete fare sesso con altre persone nascondendo questa informazione – ovvero fingere solo di voler parlare in modo aperto, schietto e trasparente – allora potete solo mentire per omissione e commissione.

Avreste ottimi argomenti per non parlarne: il tuo fidanzato è “non rilevabile”, non può contagiare nessuno, la legge del vostro stato non vi impone di rivelarlo, verosimilmente usereste il preservativo per proteggervi da altre infezioni. Oppure potreste fare sesso con coppie non disposte a parlare in anticipo di Ist. Io però immagino che non vogliate fare sesso con coppie non disposte a parlare di Ist con voi, RAD, per motivi di salute e di tranquillità. Ne consegue che… volete che le altre coppie siano sincere con voi senza voi essere sinceri con loro. Il che è un po’ ingiusto, RAD, specie da parte di una che per stare tranquilla ha scelto di prendere la Prep. E non è corretto nemmeno negare alle persone con cui vi divertite la possibilità di fare la stessa scelta per stare tranquille a loro volta.

Attenzione: non penso a priori che tutti i sieropositivi non a rischio di diffondere l’HIV – quelli con carica virale non rilevabile – abbiano il dovere morale di rivelare la loro condizione ai partner occasionali e/o anonimi, anche se una serie di leggi sbagliate fa sì che in alcuni stati siano legalmente tenuti a farlo. Ma qui non parliamo di partner sessuali anonimi. Parliamo di altre coppie con le quali tu e il tuo fidanzato dite di voler negoziare questioni di salute sessuale in modo onesto e trasparente.

Se il tuo fidanzato si dichiara, è più che possibile che una coppia etero si rifiuti di giocare con voi; le persone e le coppie eterosessuali hanno molte meno probabilità di essere informate sull’hiv, e molte più probabilità di rifiutare un partner sieropositivo che per loro non rappresenta un rischio in favore di un partner presuntamente sieronegativo. Non solo: c’è la concreta possibilità che la voce si diffonda. La gente chiacchiera. L’unica soluzione moralmente accettabile, o quasi, è che il tuo fidanzato si astenga dalla penetrazione con gli altri partner. Ma anche in quel caso, RAD, avrete omesso un’informazione alla quale i vostri nuovi compagni di giochi potrebbero sentire di avere diritto, ovvero che il tuo principale partner sessuale è sieropositivo.

Francesca Ghermandi

Sono una donna bisessuale di 64 anni. Una decina di anni fa ho contratto il papillomavirus (Hpv), che mi è costato una terapia dolorosa e costosa durata per più di tre mesi. Da allora risulto negativa. Il mio ginecologo dice che non ho più l’Hpv. È possibile? Pensavo che l’Hpv durasse per sempre. Per la prima volta dopo qualche anno ho di nuovo un partner sessuale. Devo dirglielo, giusto? Rischio di prendermi un cancro alla gola facendogli un pompino? E lui un cancro all’esofago leccandomela? Dovremo per sempre usare il preservativo e il cellophane su di me? Mi viene voglia di starmene a casa da sola a guardare Grace and Frankie. Il preservativo l’abbiamo usato per i primi due mesi, dopodiché, essendo tutti e due sani, abbiamo deciso di fare senza. Ma sono davvero sana?

– Stress Eating And Tense

“Nella maggior parte delle persone l’Hpv, una volta curato, diventa non rilevabile né trasmissibile ai futuri partner”, spiega la dottoressa Ina Park, docente presso la facoltà di medicina dell’università della California San Francisco e consulente medico per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse presso i Centri di controllo e prevenzione delle malattie (Cdc). “Più raramente, chi è guarito dall’Hpv può andare incontro a una ricaduta – nel caso, per esempio, che il suo sistema immunitario venga compromesso – ma non è la regola. Una persona guarita dall’Hpv da dieci anni non è tenuta a rivelare ai partner un’infezione così lontana nel tempo, né ha bisogno di usare protezioni, a meno che non lo vogliano entrambe le parti. Insomma, il cellophane può rimanere in cucina!”.

Caso peggiore: mettiamo che tu esponga comunque il tuo nuovo fidanzato all’Hpv, o che lui ti esponga a un ceppo diverso. Possono volerci vent’anni, a volte di più, perché un’infezione da Hpv evolva in cancro, e avviene solo in una piccola percentuale di casi. E non per essere cinico, SEAT, ma a quel punto – di qui a vent’anni – sarai già morta di qualcos’altro, o starai per farlo. E che tra un paio di decenni tu muoia di cancro o altro, SEAT, dubito che il tuo ultimo pensiero in punto di morte sarà: “Uff, dovevo farmela leccare meno”.

P.S. Se non sei troppo vecchia per imparare un gioco nuovo – e non lo sei –con il cellophane puoi mummificare il tuo fidanzato.

La dottoressa Ina Park è autrice di Strange bedfellows: adventures in the science, history, and surprising secrets of Stds.

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Sono un maschio etero di 31 anni e ti scrivo da Denver con una domanda su come incontrare donne. Sono alto 1,88, sono in forma, vado in terapia e ho uno stipendio a cinque zeri. E non trovo una donna a pagarla. Per cercare incontri uso soprattutto Hinge, lavoro da casa e gli amici che ho non escono tantissimo. Cosa consiglieresti a una persona che cerca cerca, ma senza risultato? Mi sembra che un sacco di gente riesca a incontrare gente nuova, fidanzarsi e quant’altro, e sinceramente non capisco come facciano.

– Love eludes dude

Qualunque cosa tu faccia – e questo è importantissimo – non arrenderti al risentimento, perché il risentimento ti renderebbe inavvicinabile da qualsiasi donna con cui potrebbe capitarti di uscire.

In aggiunta, LED, dovresti chiedere al tuo psicoterapeuta di dirti con sincerità se stai sbagliando qualcosa. Hai comportamenti che possono far sentire le donne a disagio, in pericolo o non interessate? Se non se la sente di dirti cosa devi o non devi fare, chiedigli di aiutarti a individuare su quali doti relazionali potresti dover lavorare. E visto che quel che stai facendo ora non funziona – vagare per Hinge, startene a casa – prova qualcos’altro. Iscriviti ad altre app da incontri, LED, esci di più. Non devi rinunciare agli amici che hai già, ma devi fartene di nuovi, preferibilmente gente a cui piaccia andare in giro, vedere e fare cose. Il modo migliore per conoscere queste persone, LED, è andare in giro, vedere e fare cose per conto tuo. Fai del volontariato, iscriviti a un’associazione, trovati uno sport di squadra. I miei non sono consigli particolarmente innovativi; escludendo le app da incontri, potrei averli presi da una rubrica di Ann Landers di sessant’anni fa. Ma sono tutti consigli standard che da decenni si danno a chi è nella tua situazione, perché funzionano.

Nota bene: seguire questi consigli non garantisce il successo sentimentale. Ma più fai cose in giro e più gente conosci facendole – più ti godi la vita – meno infelice sarai. E meno si è infelici da single, LED, più si è attraenti per i potenziali partner.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger. Inviate le vostre domande a mail@savagelove.net.