Seoul, Corea del Sud, aprile 2014.

Oltre il muro dei novant’anni

Seoul, Corea del Sud, aprile 2014.
24 febbraio 2017 13:01

Si vivrà di più in tutto il mondo sviluppato. L’aspettativa di vita alla nascita crescerà, per gli uomini e per le donne. Nel 2030 sarà abbattuto il muro dei novant’anni. C’è una probabilità del 57 percento che l’aspettativa di vita delle donne in Corea del Sud superi infatti quella soglia. Le previsioni sono contenute in una ricerca pubblicata sulla rivista medica The Lancet.

Il team di Majid Ezzati, dell’Imperial College London, ha sviluppato un modello probabilistico composto da altri modelli. I ricercatori hanno selezionato dalla letteratura scientifica 21 modelli demografici, costruiti su assunti diversi. A seconda della bontà delle previsioni fatte negli ultimi anni, hanno assegnato un peso a ciascuno dei modelli.

Il modello finale, di tipo probabilistico, incorpora quindi gli altri modelli. Secondo gli autori, questo approccio permette di ridurre l’incertezza delle previsioni finali. Tuttavia, poiché mancano i dati sugli eventi inattesi, come le fluttuazioni climatiche e le epidemie, e quelli sui cambiamenti sociali, come le migrazioni e le crisi economiche, rimane un margine di incertezza.

Indicatori del benessere
Lo studio ha utilizzato i dati di 35 paesi ad alto reddito, membri dell’Ocse. Nel 2030 in testa alla classifica maschile saranno la Corea del Sud, l’Australia e la Svizzera, mentre in quella femminile saranno primi la Corea del Sud, la Francia e il Giappone.

L’Italia dovrebbe perdere posizioni rispetto al 2010, passando dal settimo posto al decimo per gli uomini e dal settimo al nono per le donne. Complessivamente, la differenza di longevità tra i sessi dovrebbe diminuire, ma le donne continueranno a vivere di più.

Queste previsioni sono importanti, perché sono usate per impostare le politiche pensionistiche e sanitarie. Inoltre, sono uno degli indicatori del benessere della popolazione di un paese. Secondo i ricercatori, i paesi che ottengono risultati positivi tendono a investire di più nei sistemi sanitari universali, nell’istruzione e nell’alimentazione, in particolare rispetto a bambini e adolescenti. Le previsioni deludenti per gli Stati Uniti possono essere spiegate con le diseguaglianze sociali e il difficile accesso alle cure sanitarie per alcune fasce di popolazione.

pubblicità

Articolo successivo

Cuori puri ha il coraggio di andare controcorrente
Goffredo Fofi